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La prima finalista è l’Italia, ma tutti noi ci inchiniamo dopo l’intervista post-partita a Luis Enrique

Agli Europei conosciamo il nome della prima finalista, l’Italia.

Ieri sera, a Wembley, la Nazionale è riuscita a vincere ai rigori una partita molto sofferta battendo 5 a 3 la Spagna.

Domenica, sempre a Londra, l’Italia sfiderà in finale la vincente di Inghilterra-Danimarca.

Ma a colpire di più, dopo questa vittoria, sono stati i gesti e le dichiarazioni di Luis Enrique, allenatore della Spagna. Il CT iberico, al termine dell'incontro, ha prima abbracciato Roberto Mancini e poi si è complimentato per la prestazione degli azzurri: “Sono felice per quello che ho visto, è stato uno spettacolo per i tifosi. In finale tiferò gli azzurri, tiferò Italia perché è impossibile non amarla. Spero vincano questo Europeo”. 

Luis Enrique sa che le partire si possono vincere e perdere, che i rigori si possono anche fallire. Non è la fine del mondo. Lui invece la fine del mondo l’ha conosciuta quando ha perso, solo due anni fa, la sua piccola Xana per un tumore alle ossa, a soli nove anni, dimettendosi dal ruolo di C.T. per stare vicino alla sua bimba.

Nonostante il dolore immenso che si porta nel cuore Enrique è tornato in nazionale, ed è andato avanti,  continuando a dare la parte migliore di se: ha stretto gli avversari, si è complimentato nonostante la sua Spagna abbia giocato meglio della nostra Italia, ha raccontato uno sport migliore fatto di persone migliori che non sono solo “allenatori” ma sono soprattutto “signori”, Uomini (con la maiuscola) di esempio che raccontano l’altra faccia del calcio lontana anni luce dagli insulti, dal razzismo, da tutto ciò che gira anche sui social. 

“Il rivale ha vinto e tu devi insegnare ai bambini che quando perdi non devi piangere, devi alzarti”,

ha dichiarato ai microfoni del suo paese. Grazie Luis, l’Italia oggi mette giù il cappello. 💙

Autore Sonia D’Amico
Categoria Sport
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