Esteri

Theresa May: dimissioni in cambio del sostegno al suo accordo sulla Brexit

Il 1922 Committee, soprattutto dopo il nuovo regolamento che si è dato a partire dal 2010, può essere descritto come il gruppo parlamentare del partito conservatore alla Camera dei Comuni britannica, che si riunisce settimanalmente, quando il Parlamento è in sessione.

Nella riunione di questo mercoledì, mentre i parlamentari discutevano gli emendamenti, il cui scopo era quello di trasferire la gestione della Brexit dal Governo alla stessa Camera dei Comuni, Theresa May offriva ai parlamentari del suo gruppo le dimissioni in cambio del loro sostegno al suo accordo di uscita dall'Ue.

"I am prepared to leave this job earlier than I intended in order to do what is right for our country and our party. I ask everyone in this room to back the deal so we can complete our historic duty to deliver on the decision of the British people and leave the European Union with a smooth and orderly exit."

"Sono pronta a lasciare questo incarico prima di quanto intendessi, pur di fare ciò che è giusto per il nostro paese e il nostro partito. Chiedo a tutti in questa stanza di sostenere l’accordo in modo da poter completare il nostro dovere storico: dare seguito alla decisione del popolo britannico e lasciare l’Unione europea con un’uscita regolare e ordinata".

Adesso non resta da capire che se questo "baratto" potrà essere la leva che consentirà alla premier di trovare il sostegno che finora le era mancato all'interno del suo partito. Boris Johnson, ad esempio, secondo quanto riportato dalla BBC, ha detto che a queste condizioni sosterrà l'accordo firmato da Theresa May.

Johnson, come si ricorderà, tra i conservatori è stato uno dei principali sostenitori, se non il principale, dell'uscita del Regno Unito dall'Ue.

Se la May ha convinto il proprio gruppo, per essere sicura di ottenere il sostegno alla prossima votazione dovrà convincere anche gli unionisti del DUP. Fino a qualche giorno fa non ci era ancora riuscita.

Altro problema il voto. Lo speaker Bercow aveva dichiarato che non poteva consentire che l'Aula votasse su uno stesso emendamento già respinto in precedenza. Da fonti del Governo si dice però che la nuova mozione con cui la May intende ottenere il sostegno sarebbe diversa dalle precedenti, perché la premier avrebbe ottenuto nuove ulteriori garanzie da Bruxelles, in relazione al backstop, durante l'ultimo Consiglio europeo.

A questo punto, non rimane che attendere per vedere se nelle prossime ore Theresa May riuscirà ad ottenere quel consenso che finora le è stato negato. 

Autore Antonio Gui
Categoria Esteri
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