Esteri

Il Papa ha inviato un telegramma di cordoglio per la morte dell’Arcivescovo Desmond Tutu

Un telegramma di cordoglio per la morte dell’Arcivescovo Desmond Tutu è stato inviato - a nome di Papa Francesco - dal Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, a S.E. Mons. Peter Bryan Wells, Nunzio Apostolico in Sud Africa. Il testo del telegramma in inglese recita:

THE MOST REVEREND PETER B. WELLS
APOSTOLIC NUNCIO IN SOUTH AFRICA
PRETORIA
HIS HOLINESS POPE FRANCIS WAS SADDENED TO LEARN OF THEDEATH OF ARCHBISHOP DESMOND TUTU, AND HE OFFERS HEARTFELT CONDOLENCES TO HIS FAMILY AND LOVED ONES. MINDFUL OF HIS SERVICE TO THE GOSPEL THROUGH THE PROMOTION OF RACIAL EQUALITY AND RECONCILIATION IN HIS NATIVE SOUTH AFRICA, HIS HOLINESS COMMENDS HIS SOUL TO THE LOVING MERCY OF ALMIGHTY GOD. UPON ALL WHO MOURN HIS PASSING IN THE SURE AND CERTAIN HOPE OF THE RESURRECTION, POPE FRANCIS INVOKES THE DIVINE BLESSINGS OF PEACE AND CONSOLATION IN THE LORD JESUS.CARDINAL PIETRO PAROLIN
SECRETARY OF STATE.

Desmond Mpilo Tutu (Klerksdorp, 7 ottobre 1931 – Città del Capo, 26 dicembre 2021) è stato un arcivescovo anglicano e attivista sudafricano, che raggiunse una fama mondiale durante gli anni Ottanta come oppositore dell'apartheid.

Tutu è stato il primo arcivescovo anglicano di colore di Città del Capo, in Sudafrica, e primate della Chiesa anglicana dell'Africa meridionale.

A lui si deve  l'espressione Rainbow Nation ("nazione arcobaleno") per descrivere il Sudafrica. Questa denominazione, che si riferisce all'ideale della convivenza pacifica e armoniosa fra le diverse etnie del paese, fu in seguito ripresa da Nelson Mandela e divenne parte della cultura nazionale del paese.

Tutu fu sempre attivo nella difesa dei diritti umani utilizzando la sua elevata posizione per lottare a favore degli oppressi. Tra le sue campagne vanno ricordate, tra le altre,  la lotta per sconfiggere l’AIDS, la tubercolosi, la povertà, il razzismo, il sessismo, l'imprigionamento di Chelsea Manning.

La filosofia di azione di Tutu si è sempre ispirata al concetto africano di ubuntu, che indica una visione della società senza divisioni e nella quale ogni persona è chiamata a svolgere un ruolo importante. Da qui l'attenzione all'altro e una naturale tensione verso la pace che lo portò, il 16 ottobre 1984, ad essere insignito  con il Premio Nobel per la Pace. Il comitato del Nobel citò il suo "ruolo come figura unificante nella campagna per risolvere il problema dell'apartheid in Sudafrica". 

Autore Carlo Marino
Categoria Esteri
ha ricevuto 401 voti
Commenta Inserisci Notizia