L'Anpi chiama all'appello l'altra Italia per far fronte all'emergenza democratica nel Paese e in Europa

L'Anpi chiama all'appello l'altra Italia per far fronte all'emergenza democratica nel Paese e in Europa

Al 27° Congresso nazionale della Fiom, in svolgimento a Riccione fino al prossimo 15 dicembre, da segnalare l'intervento del presidente nazionale dell'Anpi, Carla Nespolo, che ha parlato dell'aria che si respira oggi in Italia...


«Una brutta aria - ha detto Carla Nespolo - perché c'è chi alimenta senza sosta il fuoco dell'intolleranza e del razzismo, con leggi che sembrano riportarci a tempi molto bui.

Il decreto sicurezza è sbagliato. Già a partire da come è stato chiamato, perché instilla il dubbio che ci sia un rapporto diretto tra crimine e immigrazione, e poi perché stravolge la Costituzione, negando la protezione umanitaria. È davvero incredibile che sia stato sferrato un colpo così pesante al diritto di asilo, all'accoglienza, all'integrazione.

E poi si tratta di un testo che non risolve affatto il problema del controllo dell'immigrazione clandestina, ma lo aggrava con un carico di lavoro insopportabile per i Comuni. Ma il razzismo è sempre stato il brodo di coltura di ogni fascismo. La nostra giustizia sociale, invece, si basa sugli articoli 1 e 3 della Costituzione. Cioè sul lavoro e sul rifiuto di discriminazioni di razza e socio-economiche. I diritti delle persone sono tutelati dalla Carta.

Non si può restare inerti. Non ci si può rassegnare a questo declino, alle pratiche ignobili che vengono messe in atto contro la vita e la dignità dei migranti. Abbiamo già fatto appello alle coscienze delle cittadine e dei cittadini, affinché l'indignazione sia permanente, e non manchi occasione di riempire piazze e strade per un'Italia autenticamente umana.

È indispensabile insegnare ai più giovani la democrazia e la tolleranza e per farlo ci sono tre modi. Innanzitutto, diffondendo la conoscenza e l'informazione, evitando di andare dietro ai luoghi comuni, facendogli scoprire, ad esempio, che non c'è nessuna invasione di stranieri. Poi si deve far leva sulla propria esperienza personale, diffonderla, perché dimostra come l'integrazione sia l'unica via da percorrere. E poi organizzando mobilitazioni, per far valere le ragioni della democrazia. Come abbiamo già fatto con la Cgil e altre associazioni nella raccolta firme e nelle manifestazioni “Mai più razzismi, mai più fascismi.

Questo è evidentemente un momento difficile per la democrazia, ma è già successo in passato. E quindi dobbiamo ripartire, oggi come abbiamo fatto allora, dai lavoratori italiani che combattevano e morivano per la difesa della libertà. Io sono convinta che ci sia un'altra Italia, quella che, spontaneamente od organizzata dai sindacati, dall'Anpi o da altre associazioni, cerca di resistere. Un'Italia democratica, che ha alzato la voce e cerca di costruire un futuro diverso assumendosi le proprie responsabilità. Dobbiamo organizzare queste energie, in una resistenza civile e culturale larga, diffusa, unitaria. Insomma, serve unità.»


Da ricordare che a Roma, il 14 e 15 dicembre si svolgerà, a Palazzo Merulana in via Merulana 121, un convegno internazionale promosso dall'Anpi sul tema "Essere antifascisti oggi in Europa – Emergenza democratica: una risposta unitaria e popolare a vecchi e nuovi fascismi".

Al convegno interverranno i rappresentanti di organizzazioni antifasciste e democratiche di 14 Paesi europei. È la prima volta che si dà vita ad un consesso così ampio su questo tema.

L'obiettivo del convegno è quello di "contribuire ad avviare la costruzione di una moderna rete antifascista di dimensione continentale in una fase di preoccupante espansione di forze razziste, nazionaliste, oscurantiste, neofasciste e neonaziste vecchie e nuove. In alcuni Paesi, come la Polonia e l'Ungheria, tali forze sono al governo e, in forme diverse, sono state approvate modifiche costituzionali e sono già in atto restrizioni ai diritti politici, civili e sociali."

Vogliamo che l'Italia diventi come l'Ungheria o la Polonia?

Categoria Politica
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