Perché George Floyd era stato arrestato? Perché gli agenti credevano avesse una banconota falsa da 20 dollari. Stavano tentando di metterlo a forza in una macchina della polizia quando è caduto a terra. Si era rifiutato di entrare perché claustrofobico. Secondo la versione della polizia, è stato ammanettato per aver resistito all'arresto.

Come tutto sia iniziato non lo abbiamo visto. Abbiamo visto invece come tutto è terminato... tragicamente.

Secondo un primo rapporto del medico legale, la morte di George Floyd non sarebbe avvenuta per asfissia. Però, le modalità dell'arresto e le sue condizioni cardiache possono aver contribuito, nel loro insieme, a creare una serie di concause che hanno portato al decesso. 

Sempre secondo il rapporto, l'agente ripreso nel video dell'arresto, Derek Chauvin, avrebbe tenuto il ginocchio sul collo di Floyd per otto minuti e 46 secondi, continuando a farlo anche dopo che Floyd non dava più segni di reazione... per ben 3 minuti.

Due minuti prima che Chauvin togliesse il ginocchio, gli altri agenti presenti hanno controllato il polso di Floyd senza riuscire a trovare il battito. Trasportato in ambulanza al centro medico della contea di Hennepin, è stato dichiarato morto circa un'ora dopo.

Un ex proprietario di locali notturni ha affermato che Chauvin e Floyd hanno lavorato entrambi come buttafuori in un suo locale di Minneapolis fino allo scorso anno, ma non risulta ancora chiaro se i due si conoscessero.


Ieri il governatore del Minnesota, Tim Walz, aveva sperato che l'arresto di Chauvin, avvenuto con ben quattro giorni di ritardo, potesse fermare le violenze che hanno sconvolto Minneapolis e Saint Paul negli scorsi giorni. Così non è stato, con molte auto incendiate, saccheggi e violenze registrate anche nella notte di venerdì.

Il guaio, però, è che le proteste si sono allargate anche ad altre città in tutti gli Stati Uniti... persino a Washington, nei pressi della Casa Bianca, con i servizi segreti che ne hanno temporaneamente chiuso ingressi e uscite per la folla presente che però si è limitata quasi esclusivamente a mostrare cartelli e foto.

Ad Atlanta, invece, è stato dichiarato lo stato di emergenza per alcune aree dove sono stati saccheggiati numerosi edifici ed un veicolo della polizia è stato dato alle fiamme, mentre i manifestanti si radunavano vicino alla sede dell'emittente televisiva CNN.

Anche a New York, nel quartiere di Brooklyn, i manifestanti si sono scontrati con la polizia, molti i feriti e gli arresti. Il sindaco de Blasio ha twittato: "Non vogliamo mai più vedere un'altra notte come questa".

A Detroit, un giovane di 19 anni è stato ucciso durante gli scontri. Manifestazioni e scontri anche a Dallas e Phoenix. Da Portland, in Oregon, sono giunte notizie di saccheggi e numerosi incendi. Manifestazioni anche a Los Angeles e Oakland.