IL PRESIDENTE MATTARELLA APRE IL MEETING CL: non dobbiamo avere paura di dare spazio ai giovani

IL PRESIDENTE MATTARELLA APRE IL MEETING CL: non dobbiamo avere paura di dare spazio ai giovani

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha appena concluso il suo intevento, in un contributo offerto ai tanti e tanti giovani (militanti CL ma anche no) che - come ogni anno - si riuniscono nell'oramai famoso meeting di Rimini.

Un intervento che non racconta, in fondo, niente di nuovo, e che segue di pochi giorni il dato fornito sulla condizione giovanile mondiale.  E' del 19 agosto scorso, infatti, la pubblicazione del rapporto Oxfran che evidenzia un dato più che allarmante: nel mondo, sono 500 milioni i giovani che vivono con meno di 2 dollari al giorno.

Ma in sostanza, cosa ha detto Mattarella ai giovani presenti? Nulla che già non sapessimo: in parole povere, il Presidente rileva le difficoltà che il mondo giovanile deve affrontare per ritagliarsi un suo spazio nella storia; ammonisce gli adulti a non avere paura di fare largo ai giovani; si fa strenuo sostenitore della cultura dell'integrazione e della comunicazione allargata, invitando tutti ad erigere ponti e non muri....

Francamente, a parte la possibilità di condividere o meno i contenuti - che restano comunque sobri e sostanzialmente in linea con una fotografia reale dei nostri tempi - mi domando dove sia la novità del messaggio. 

Me lo domando sopratutto pensando a mio figlio - che per due anni ha cercato lavoro all'estero, anche in paesi bellici, pur di portare a casa la famosa pagnotta, e pensando alla figlia di una mia carissima amica, che da un anno si trova in Australia, emigrata anche lei per cercare lavoro, e che ci sta così bene da non voler tornare più.

Per dovere di cronaca, riporto alcuni passaggi dell'intervento del Presidente Mattarella (da fonte ANSA), con la pia illusione che, prima o poi, alle parole seguano i fatti

"L'attitudine dei giovani a diventare protagonisti della propria storia - ha detto Mattarella - costituisce l'energia vitale di un Paese. Questa spinta vale più di qualunque indice economico o di borsa. La nostra società sta invecchiando e ci sono rischi oggettivi che le potenzialità dei giovani vengano compresse. Dobbiamo scongiurare questo pericolo che minaccia la nostra, come altre, società"Anche per questo - rileva - in un tempo di cambiamenti epocali come il nostro è necessario prestare attenzione e dar spazio alla visione dei giovani. Senza farci vincere dalle paure. Dalle paure antiche e da quelle inedite. Attenti a non cadere nell'errore di ritenere nuove false soluzioni già vissute e fallite nel breve Novecento. Non ci difenderemo alzando muri verso l'esterno, o creando barriere divisorie al nostro interno. Al contrario".(....) "tante nuove diseguaglianze stanno emergendo. Spesso sono proprio i giovani a pagarne il prezzo più alto. Occorre ricominciare a costruire ponti e percorsi di coesione e sviluppo. Occorre rendersi conto che vi è un destino da condividere. Stiamo parlando di condivisione dei benefici e delle responsabilità; e anche delle difficoltà. Condivisione dei diritti e dei doveri. Della memoria del nostro popolo e del suo sguardo verso il futuro".

(....) "Sono qui per incoraggiare, insieme a voi, tutti i giovani che sono disposti a mettersi in gioco per una speranza, per una passione, per una buona causa. (....) La tentazione dell'isolamento rischia di pregiudicare anche le grandi opportunità di comunicazione che la scienza ci mette a disposizione, sovvertendone la funzione. Basta pensare alla tendenza di molti di collegarsi sul web soltanto a quelli che la pensano come loro, in circuiti ristretti e chiusi".

catiadag
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