Caro Albertone, siamo sempre uguali a come ci raccontavi

Caro Albertone, siamo sempre uguali a come ci raccontavi

Sarà che l'abbiamo come dote congenita? O forse, la convinzione di assurgere a un non identificato ruolo di potere ci inebria così tanto che ci riteniamo liberi di poter compiere qualsiasi azione, tanto cosa vuoi che succeda?

E invece succede, partendo dal gradino più basso di quello che riteniamo essere un ruolo - appunto - di potere fino ad arrivare allo scranno ministeriale.

Succede ad un esponente della Pulizia Municipale di San Felice al Cancello, nel casertano, che si recava (scortato da un collega) durante l'orario di servizio (e quindi in uniforme) al supermercato Eurospin, facendo la cosiddetta "spesa proletaria": nella divisa e nel marsupio finivano salumi e formaggi, che ovviamente della cassa e del relativo pagamento non vedevano neppure l'ombra.

Tanta spavalderia può dare una divisa? La denuncia del titolare dell'esercizio commerciale ha fatto sì che le forze dell'ordine acquisissero i video della sorveglianza. Non c'è che dire, si vede proprio bene Vincenzo Rivetti (l'agente 58enne) nell'atto di delinquere.

Ora sono state prese le misure del caso. C'è poco da confutare, in una siffatta circostanza.

Ma Rivetti - che diciamo occupa il gradino più basso nell'ipotetica (ma non tanto) scala del potere - come può competere con Alfano?

Da nuove intercettazioni che hanno cristallizzato la conversazione intercorsa tra la segretaria del faccendiere Raffaele Pizza, Marzia Capaccio (indagata) e un'altra donna, Elisabetta C., emergerebbe che il padre di Alfano si sia prodigato per far assumere 80 persone alle Poste (ricordiamo che il Raffaele Pizza, ancor prima di questo evento, ha sostenuto di avere favorito l'assunzione del fratello di Alfano alle Poste durante una conversazione con un collaboratore del Ministro Tedesco, anche questa frutto di intercettazione)

Ovviamente Alfano si indigna, replica e nega. In fondo viviamo in uno stato garantista, quindi tutti innocenti fino a prova contraria.

Questo il testo dell'intercettazione tra la Capaccio ed Elisabetta

CAPACCIO: "io ti ho spiegato cosa ci ha fatto a noi Angelino..."
ELISABETTA: "e...lo so...lo so...lo so...".
CAPACCIO: "cioe' noi gli abbiamo sistemato la famiglia...questo doveva fare una cosa....la sera prima...mi ha chiamato suo padre...mi ha mandato ottanta curriculum... ottanta....".
ELISABETTA: "aiuto....aiuto...".
CAPACCIO: "ottanta.... e dicendomi...non ti preoccupare....tu buttali dentro...la situazione la gestiamo noi...e il fratello comunque è un funzionario di Poste....anzi è un amministratore delegato di Poste...".
ELISABETTA: "si..si..lo so..lo so...".
CAPACCIO: "e questo è un danno che ha fatto il mio capo (ndr. Pizza)...io lo sputerei in faccia solo per questo...".
ELISABETTA: "vabbé...tanto ce ne sono tanti Marzia...è inutile dirsi...questo è il sistema purtroppo...".
CAPACCIO: "sì ma io l'avevo già capito questo guardava solo ai cazzi suoi...glielo avevo già detto...io a differenza tua non mi faccio coinvolgere più di tanto, perché cerco di razionalizzare un attimo di più e di valutare le persone che ho davanti...cosa che il mio capo...purtroppo in alcune circostanze nonostante la sua esperienza non è in grado di fare...".

Caro Albertone, come vedi, gran poco è cambiato: siamo sempre quell'italietta che tanto amavi raccontare.

E per dirla con Indro Montanelli, siamo quell'Italia in cui non vorremmo riconoscerci. Mai.

catiadag
nella categoria Cronaca
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