Comitato Vigili del Fuoco laureati: una realtà del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco

Comitato Vigili del Fuoco laureati: una realtà del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco

In questa intervista, l’arch. Maurizio Ulisse fa il punto della situazione riguardo la situazione dei Laureati Vigili del Fuoco.

Come nasce questo comitato e come si pone sul problema della circolare Circolare EM-18 –ed 2019 verifiche per segnalato dissesto strutturale?
Tengo a precisare che in questa intervista parlo come portavoce di un gruppo di lavoro di oltre 100 colleghi che si pongono comunque a margine di oltre mille persone in questa amministrazione in possesso di laurea. Questo comitato nasce, più di due anni fa per far fronte alla sempre più impellente necessità di valorizzare tutti quei colleghi in possesso di Laurea all’interno della nostra amministrazione. I tempi stanno cambiando sempre più velocemente e con risorse economiche esigue. In quest’ottica da tempo chiediamo a questa amministrazione di poter attingere da questa importante risorsa che ha il grande vantaggio di avere già personale formato pompieristicamente, con un bagaglio di esperienza di svariati anni ed ovviamente una preparazione didattica universitaria. Insomma se vogliamo essere precisi abbiamo una preparazione accademica completa a costo zero.

Quali punti contestate a questa circolare?
Contestiamo l’intera circolare perché ci si concentra sull’inadeguatezza di una analisi complessa, fatta da chi non ne ha la preparazione didattica. Mi riferisco a chi, non solo ha il diploma, ma anche a coloro che non lo hanno, ma che come si dice in questa circolare, sono costretti loro malgrado in un contesto di “immediatezza”, a prendersi responsabilità importantissime senza una valida preparazione.

Quali sarebbero questo tipo di analisi?
Noi ci riferiamo a tutte quelle analisi di tipo complesso sia a livello strutturale o geologico. Serve una preparazione che va oltre i normali corsi VF, servono nozioni per una analisi che sono proprie di chi ha un titolo accademico. Con questo non vogliamo denigrare nessuno, anzi in quest’ottica crediamo che le varie preparazione acquisite da chi ha il diploma e chi non lo ha non debbano essere disperse ma eventualmente applicate su problematiche non complesse.

Su quali basi fondate questa vostra contrapposizione oltre a quella tecnica?
Innanzi tutto sul buon senso di chi è preposto a legiferare o impartire direttive in relazione ai compiti attinenti ad titolo e poi in riferimento ad una sentenza del Consiglio di Stato Sezione Quinta n. 2537 del 28 aprile 2011, che parla di competenze tra Geometri ed Ingegneri, e che nella fattispecie si enuncia “esula dalla competenza dei geometri la progettazione di costruzioni civili con strutture in cemento armato, trattandosi di attività che, qualunque ne sia l'importanza, è riservata solo agli ingegneri ed agli architetti iscritti nei relativi albi professionali”.

Come intendete muovervi?
Sicuramente con gli strumenti in nostro possesso (comunicati e consulenze legali) e sul supporto di alcune sigle sindacali come si evince dal documento presentato alcuni giorni fa.

Categoria Economia
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