Orban: prima gli ungheresi... e la Meloni applaude

Orban: prima gli ungheresi... e la Meloni applaude

Il premier ungherese Viktor Orban, sabato, ha partecipato ad Atreju, la festa di Fratelli d'Italia. Ospite di Giorgia Meloni, Orban, in base ai resoconti delle agenzie, ha dichiarato che:

"In Italia il governo s'è separato dal popolo";

"sta tornando la sinistra che sta riportando il potere dappertutto, facendo entrare i migranti e aumentando le tasse. Sempre gli stessi errori, non hanno imparato niente dal passato";

"l'Ungheria è pronta ad aiutare l'Italia, ma non possiamo far entrare i migranti. Diciamo no alle quote di redistribuzione. Ma siamo pronti ad aiutare l'Italia nella difesa dei confini e nei rimpatri nei Paesi d'origine";

"comunque, aspettiamo che l'Italia torni tra noi, nel nostro club".


Come commentare la sostanza dell'intervento di Orban? Con una similitudine. Orban è come quelli che si lamentano di come il proprio Comune gestisce il problema dei rifiuti e poi, invece di fare la raccolta differenziata come dovrebbe, mette tutta l'immondizia in un sacchetto e la getta per strada.


Ad Orban, ha risposto ufficialmente il neo ministro degli Esteri, Luigi Di Maio con la seguente dichiarazione, che dimostra la scarsa dimestichezza - oltre la mancanza di stile - del capo politico grillino con l'incarico che si è auto assegnato: "Orban eviti inutili ingerenze. Non permetto a nessuno di giudicare o attaccare l’Italia, men che meno a chi fa il sovranista ma con i nostri confini. Orban non conosce il popolo italiano, parli quindi del suo popolo, se vuole, non del nostro".


Migliori, anche perché non ricoprono incarichi istituzionali, le analisi che delle parole di Orban ne hanno fatto Nicola Zingaretti, segretario del Partito Democratico: "Orban è un nemico dell'Italia, ragiona e agisce come tale e contro i nostri interessi. Sognava di distruggere l'Europa e, sconfitto, viene qui a dare lezioni. Torni a fare danni a casa sua. Qui tramite i suoi amici ci ha provato ma li abbiamo fermati"...


e soprattutto Matteo Renzi, neo leader di Italia Viva: "Oggi i sovranisti e nazionalisti della destra italiana hanno acclamato un leader straniero, l’ungherese Orban, che non accetta di darci una mano sui migranti. Rifiuta la solidarietà, il signor Orban.

Ma ogni anno riceve miliardi dai contribuenti italiani perché quando c’è da prendere l’Ungheria prende. Quando c’è da dare invece loro alzano i muri.

E la destra sovranista e nazionalista italiana li acclama e fa il tifo per l’Ungheria, contro di noi.

Noi abbiamo un’altra idea non solo di cosa sia l’Europa, ma soprattutto di che cosa significhi difendere la Patria.

Si chiamano Fratelli d’Italia ma sono solo patrioti. Patrioti ungheresi".


Incredibile a dirsi, ma Renzi ha scritto una cosa condivisibile, sui cui non è possibile non trovarsi d'accordo... a meno di non chiamarsi Giorgia Meloni che ha risposto così, senza capo né coda, alle critiche che sono piovute sul "suo" Orban...

 


Il problema dei sovranisti, anche se è meglio definirli diversamente fascisti, sta proprio nel fatto che ipocritamente non vogliono - perché costituzionalmente non possono - definirsi fascisti.

Per questo continuano ad arrampicarsi sugli specchi, esaltando chi promuove politiche fasciste, senza neppure rendersi conto delle loro contraddizioni (vedi Orban), oppure sventolando fantasmi che non esistono, indicandoli come problemi apocalittici che minerebbero la stabilità dell'Italia o addiirittura dell'intera Europa (vedi migranti o Soros... solo per fare alcuni esempi).

Come ogni fascista che si rispetti, i sovranisti hanno sempre e comunque bisogno di un nemico.

Purtroppo ci sono delle persone, non solo in Italia, poco intelligenti o poco preparate che danno loro ascolto... anche grazie agli errori che molte forze politiche hanno fatto in passato.

Categoria Politica
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