Cronaca

Finanziamento illecito ai partiti: la doppia morale di Luigi Di Maio

In relazione a quanto pubblicato dalla stampa su un possibile finanziamento illecito da parte del costruttore Parnasi al PD, effettuato con il tramite del tesoriere del partito Francesco Bonifazi, l'interessato ha subito inviato una smentita social, negando qualsiasi atto illecito e dichiarando di poter dimostrare la sua correttezza in qualsiasi sede.

 


Neanche il tempo che la notizia fosse pubblicata che subito è arrivato dalla Cina con furore l'annuncio social di Luigi Di Maio, insieme alla raccomandazione di una sua rapida diffusione, che Bonifazi era indagato per "finanziamento illecito in concorso con l'imprenditore Luca Parnasi, arrestato lo scorso giugno per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione"...

"La nostra legge per la trasparenza sui finanziamenti ai partiti è sempre più necessaria. È ora di smetterla di usare le fondazioni per finanziare occultamente i partiti. Presto non sarà più possibile. E se qualcuno ha sbagliato è giusto che finalmente paghi", concludeva Di Maio.



Da circa un paio di mesi Luca Parnasi, indagato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione in seguito ai permessi di costruzione per il nuovo stadio della Roma, ha cominciato a collaborare con gli inquirenti, spiegando loro il sistema escogitato per finanziare i partiti,  usandone le fondazioni. Ed infatti, l'indagine che coinvolge Bonifazi e il Pd passa tramite la fondazione "Eyu", presieduta dallo stesso Bonifazi.

La notizia, però, ha avuto degli sviluppi dopo un paio d'ore. Sempre in relazione ai finanziamenti di Parnasi, ad averne ricevuti senza averne dato comunicazione, oltre al Pd, ci sarebbe anche la Lega a cui l'imprenditore romano avrebbe versato nel 2015 ben 250mila euro, utilizzando la onlus "Più Voci", ovviamente riconducibile a quel partito ed amministrata dal suo tesoriere Giulio Centemero, il cui ruolo è ora al vaglio della magistratura.

Anche la Lega coinvolta? È tutto da dimostrare. In ogni caso, riguardo l'alleato di Governo, il Donnie Brasco di Pomigliano stavolta non ha detto nulla. Eppure, se la notizia trovasse riscontro, la Lega avrebbe preso addirittura 100mila euro in più del Pd.

Perché gli amici social, in questo caso, non dovrebbero diffondere anche questa notizia? Qualche imbarazzo in proposito?

Autore Rino Mauri
Categoria Cronaca
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