Apriamo i Porti! Galeotta fu la spilla e chi la mostrò

Apriamo i Porti! Galeotta fu la spilla e chi la mostrò

Nandino Capovilla e la sua casa di Amadou, dato che - come loro dichiarano - appoggiano, sostengono e camminano "assieme a chi fa della sua quotidianità una lotta al razzismo, al sessismo, all'esclusione del diverso", non possono essere dei convinti sostenitori del cosiddetto sovranismo.

Pertanto, non poteva non essere condannato l'autoscatto o selfie, per chi non conosce l'italiano, con cui si ritrae insieme a papa Francesco che in bella vista mostra una spilla da lui regalatagli su cui troneggia in bellavista un provocatorio "APRIAMO I PORTI!"

E Nandino, perfido rappresentante dell'Agit-Prop del meticciato, pubblica la foto sui social commentandola in questo modo: «Papa Francesco si concede una foto che rilancia quell'APRIAMO I PORTI che sta unendo cittadini dal nord al sud del Paese e che per i cristiani è obbligo evangelico per essere LIBERI DALLA PAURA.

Da questo titolo del meeting nazionale della Chiesa italiana Francesco è partito per denunciare e rilanciare: "La paura è l'origine di ogni schiavitù e di ogni dittatura".

Sulla paura del popolo cresce la violenza dei dittatori. Noi rinunciamo all'incontro con l'altro per erigere barriere: questo non è umano.

Chi ha avuto la forza di vincere la paura oggi è invitato a salire sui tetti e invitare gli altri a fare altrettanto.»

In pratica, ciò che il Papa aveva dichiarato a Sacrofano per il meeting promosso da Caritas Italiana, Fondazione Migrantes e Centro Astalli per l'Incontro delle realtà impegnate nell'accoglienza e nell'integrazione dei migranti dal titolo, per l'appunto, "Liberi dalla paura".

Nell'Italia odierna, con i feroci sovranisti poco propensi a leggere e ancor meno in grado di capire i contenuti di ciò che casualmente leggono, ovviamente contano più le immagini delle parole. Pertanto, la belluina protesta dei sovranisti è scattata contro il Papa non per le parole che aveva pronunciato nell'omelia della messa con cui ha aperto l'evento di Sacrofano, ma per il semplice selfie pubblicato il giorno successivo.

Il "capo" o "capitano" dei feroci sovranisti non ha mancato di commentare la foto in tv, questa volta su La7 a Non è l'Arena, dove stabilmente risiede quando non presidia le piazze, criticando - alla sua maniera - il pontefice, prima dicendo «chi sono io per commentare i suoi gesti?», per poi aggiungere, subito dopo «lo dice lo stesso catechismo che accogliere è un dovere nei limiti del possibile. Il Papa fa bene a parlare alle anime, io da ministro devo occuparmi dei cinque milioni di italiani poveri. I porti io li apro a chi ha il permesso per arrivare in Italia.»

Che il Catechismo, libro alquanto corposo di cui naturalmente a Salvini è sconosciuta l'esistenza nell'attuale edizione, riporti ciò che lui afferma è tutto da dimostrare. Invece, che il Papa si debba occupare solo di anime, è la chiara affermazione di un perfetto ignorante che non conosce che cosa sia il cristianesimo, intestardendosi ad occuparsene e a volersi definire cristiano... ma a pensarci bene, niente di straordinario, visto che occuparsi di cose che non conosce minimamente per dichiarare di essersene occupato e di averne risolto i problemi ad esse collegate è l'attività quotidiana dell'attuale ministro dell'Interno.

Ma Salvini non si è limitato a questo. Dopo, infatti, ha pensato bene di mostrare un Rosario - di cui, c'è da scommetterlo, ignora l'uso - che gli aveva regalato la mattina una signora della Maddalena. Prima l'ha baciato e poi ha detto: «Io sono il primo dei peccatori, ma sono convinto di agire nell'interesse dei bambini africani che devono crescere lì senza essere costretti ad attraversare il deserto e nell'interesse dei bambini italiani.»

Quindi, tradotto in italiano quello che il confuso Salvini voleva spiegare ai suoi ancor più confusi sostenitori, è che lui, con l'aiuto di Gesù si fa in quattro per far sì che dei bambini africani affoghino nel Mediterraneo - oltretutto persino senza che nessuno possa venirne a conoscenza - perché in tal modo siano da monito agli altri bambini africani per rimanere a casa loro.

In un Paese normale, una persona del genere l'avrebbero già ricoverata d'urgenza in una struttura sanitaria ad hoc. In Italia, invece, gli facciamo fare il ministro dell'Interno, ma solo in attesa di fargli guidare il prossimo Governo!

Categoria Cronaca
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