Non c'è pace per la Siria; sono oramai quasi quotidiane le notizie che giungono da questo territorio martoriato da una guerra civile, che dura da 5 lunghi anni.
Una serie di stragi "infinite", in cui - come spesso accade nelle guerre "interne" e dimenticate - è la popolazione civile a pagare il prezzo più alto.
AMNESTY DENUNCIA CRIMINI DI GUERRA
E' sempre la voce di Amnesty International a tentare di porre la maggiore attenzione possibile - o se non altro quella che meriterebbe - su questa guerra e sulle conseguenze che i civili inermi stanno subendo.
Nell'ultimo comunicato diffuso da Amnesty, si parla di "attacchi chimici": l'ultimo sarebbe avvenuto ad al-Zibdiye, un quartiere controllato dai gruppi armati che si oppongono al governo di Damasco.
E non sarebbe neppure il primo caso: nelle due settimane precedenti, altri 2 attacchi si sarebbero verificati nel nord della Siria, causando almeno 4 vittime. 60 le persone che hanno avuto bisogno di cure - in seguito agli attacchi - di cui 40 bambini.
Le armi chimiche utilizzate sarebbero a base di cloro; le sintomatologie riscontrate sulle persone che hanno chiesto soccorso sarebbero inequivocabili.
Se quanto denuncia Amnesty dovesse trovare conferma, saremo di fronte ad un crimine di guerra, e potrebbe costituire un avvallo inconfutabile delle "voci" che da tempo si diffondono: il governo turco non esita a fare ricorso a drastici ed inumani mezzi pur di tacitare le opposizioni.
MEDICINALI IN ESAURIMENTO
I medici locali tentano di correre ai ripari, e denunciano che - se gli attacchi dovessero persistere - ben presto le scorte dei medicinali andranno esaurite.
L'attacco sarebbe avvenuto solo 3 ore prima che il governo russo annunciasse il "cessate il fuoco" di 3 ore al giorno, resosi "necessario" per consentire agli aiuti umanitari di utilizzare un corridoio sicuro per prestare i dovuti e necessari soccorsi.
"Chiediamo l'immediata cessazione dei raid aerei sugli obiettivi civili di Aleppo. Gli attacchi chimici e altri crimini di guerra devono finire. Chiediamo inoltre che gli aiuti possano arrivare senza incontrare ostacoli alle decine di migliaia di persone intrappolate nella zona orientale della città" - ha dichiarato Magdalena Mughrabi, vicedirettrice ad interim del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.
3 ORE D'ARIA
3 ore, quelle concesse agli operatori assistenziali, che suonano come una presa in giro: totalmente insufficienti - come dichiara ancora Mughrabi - per potere essere efficaci.
La Russia, dal canto suo, si è resa disponibile a "ridiscutere" i termini temporali del cessate il fuoco, almeno questo è quanto dichiara l'inviato dell'Onu per la Siria, Staffan de Mistura.
Le Nazioni Unite chiedono a gran voce una tregua di almeno 48 ore, per consentire il passaggio del maggior numero possibile dei camion degli aiuti umanitari.