Google ancora nel mirino dell'Antitrust europea per abuso di posizione dominante

Google ancora nel mirino dell'Antitrust europea per abuso di posizione dominante

In un comunicato ufficiale diffuso oggi, la Commissione Europea ha fatto sapere di aver inviato a Google due comunicazioni di addebiti, in merito ad un abuso di posizione dominante e a pratiche anticoncorrenziali.

In pratica, secondo la Commissione,

"... Google abusa di posizione dominante favorendo sistematicamente i propri servizi di acquisto comparativo nelle pagine dei risultati delle ricerche ..."

e

"... limitando artificialmente la possibilità per i siti internet di terzi di visualizzare i messaggi pubblicitari dei suoi concorrenti ..."

 

Acquisti comparativi
In questo caso la nuova comunicazione di addebiti va a sostegno di una precedente, risalente all'aprile 2015, nella quale veniva già formulata un'accusa di abuso di posizione dominante.

Questa comunicazione supplementare 

"... espone tutta una serie di nuove prove e dati che ne corroborano la conclusione preliminare secondo cui Google abusa di posizione dominante in quanto favorisce sistematicamente i propri prodotti di acquisto comparativo nei risultati delle ricerche generiche. Le nuove prove riguardano in particolare come Google favorisce i propri prodotti rispetto ai servizi concorrenti, che impatto ha la visibilità di un sito nei risultati di ricerca Google sul suo traffico e come evolve il traffico verso il prodotto di acquisti comparativi di Google rispetto ai concorrenti. La Commissione teme che gli utenti non visualizzino necessariamente i risultati più pertinenti rispetto alle ricerche, il che va a scapito dei consumatori e dell’innovazione..."

 

AdSense
La seconda comunicazione odierna formula una nuova accusa nei confronti di Google, relativamente alla funzionalità "AdSense for Search". Come è noto, un sito web ha la possibilità di utilizzare Google per una ricerca sulle proprie pagine. I risultati della ricerca possono poi essere visualizzati su una pagina del sito stesso, che è tenuto al rispetto di determinate condizione contrattuali imposte dalla società di Mountain View e ritenute pratiche anticoncorrenziali dalla Commissione Europea.

Inizialmente, parliamo del 2006, questa pagina non poteva contenere pubblicità di concorrenti di Google legate al contenuto della ricerca. A partire dal 2009, Google si è limitata a imporre la visualizzazione di un numero minimo di sue pubblicità relative ai termini usati nella ricerca da collocare in una posizione vantaggiosa, evitando accostamenti ad eventuali pubblicità della concorrenza. Infine, è necessaria l’approvazione di Google prima di apportare modifiche alla visualizzazione di pubblicità concorrenti collegate alle ricerche.

Nella comunicazione degli addebiti si

"... contesta la pratica dell’esclusiva a partire dal 2006, cui sono andati subentrando nella maggior parte dei contratti conclusi dal 2009 il requisito del posizionamento privilegiato/della pubblicità minima e il diritto di Google di autorizzare le pubblicità concorrenti..."

 

L'apertura di una procedura per violazione delle normative europee antitrust nei confronti di Google risale all'ormai lontano 30 novembre 2010. La tabella sottostante riassume l'attività svolta dalla Commissione da allora ad oggi (mancano ancora le comunicazioni odierne).

Google ancora nel mirino dell'Antitrust europea per abuso di posizione dominante

La Commissaria responsabile per la Concorrenza, Margrethe Vestager (nella foto), ha rilasciato una dichiarazione in cui ha tenuto ad affermare che 

"... Con oggi ribadiamo che Google ha favorito in modo indebito il proprio servizio di acquisti comparativi nelle sue pagine di ricerche generiche. Ciò implica praticamente che i consumatori rischiano di non visualizzare i risultati più pertinenti per le loro ricerche. Pensiamo poi che Google ostacoli la concorrenza limitando la capacità dei concorrenti di inserire pubblicità sui siti internet di terzi ..."

Le contestazioni sono state formulate sia a Google che alla società madre Alphabet, che avranno otto settimane di tempo per presentare le loro controdeduzioni per il caso degli acquisti comparativi e dieci settimane in merito a quello relativo ad AdSense.

 

Marco Cantone
nella categoria Scienza e Tecnologia
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