Il prossimo premier rischia di essere una marionetta

Il prossimo premier rischia di essere una marionetta

«Si sta scrivendo la storia e ci vuole un po' di tempo. Di nomi non abbiamo parlato, ma c'è un ottimo clima al tavolo, si stanno affrontando temi importantissimi: per la prima volta nella storia si porta avanti una trattativa sul governo mettendo al centro i temi.»

Questa la dichiarazione di Salvini alla fine della due giorni che ha visto confrontarsi i "tecnici" di Lega e 5 Stelle al tavolo della trattativa per stilare il "contratto" che dovrà far da linea guida al nuovo governo.

Ma ancora, a quanto dicono le agenzie di stampa, non è stato deciso chi sarà il premier, anche se, pare, è ormai certo che sarà una figura terza.

Il tempo però stringe, visto che quello concesso dal Quirinale per trovare un accordo è ormai agli sgoccioli e Salvini e Di Maio un nome a Mattarella dovranno pur farlo, se non vorranno far sì che quanto fatto in questi giorni venga gettato al vento.

Infatti, è al premier indicato da Lega e 5 Stelle che Mattarella dovrà assegnare l'incarico di comporre il nuovo governo e sarà tale figura che dovrà poi proporre l'elenco dei ministri al vaglio del presidente della Repubblica.

E proprio per decidere tale nome Salvini e Di Maio oggi si sono incontrati di nuovo nel pomeriggio ma, a quanto pare, senza esito.

Da notare, in tutto questo, che la situazione ha un che di paradossale. In Germania, visto che a quel Paese si fa riferimento, le trattative partono dal presupposto che a guidare il nuovo governo sarà comunque il capo del partito che nelle urne ha ottenuto più voti.

Ed il futuro premier partecipa ai negoziati sui temi che tale governo dovrà poi approvare in Parlamento... facendone da garante, perché convinto della loro efficacia e della loro validità.

Nel caso "italiano", invece, il premier, se come pare non sarà né Di Maio e neppure Salvini come neppure nessuno tra i tecnici che hanno partecipato alla trattativa, dovrebbe essere una figura terza che dovrà poi accettare a prescindere quanto concordato da altri.

Alla prova dei fatti, il prossimo presidente del Consiglio, volendo essere benevoli potrebbe finire per essere giudicato un mix tra un notaio e un arbitro, invece, volendo essere malevoli potrebbe finire per essere visto come una specie di marionetta di cui Lega e 5 Stelle tirerebbero i fili dopo esserseli spartiti tra loro.

Chiunque accetti un incarico in tali condizioni rischierebbe comunque di fare una figuraccia.

Categoria Politica
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