La simpatica protesta dei belgi contro il social braghettone

La simpatica protesta dei belgi contro il social braghettone

Daniele Ricciarelli o Daniele da Volterra è uno dei tanti ottimi pittori italiani del Rinascimento. Lavorò soprattutto a Roma nel circolo di pittori che gravitava intorno a Michelangelo ed è stato autore di alcuni quadri importanti.

Ma come è passato alla storia? Per aver ricoperto con panneggi e foglie di fico i genitali del Giudizio Universale nella Cappella Sistina, poco dopo che il Concilio di Trento aveva condannato il nudo nell'arte. E per tale motivo si guadagnò l'epiteto di "braghettone", ed è così che oggi è conosciuto.

Un episodio che ci fa sorridere, pensando che 5 secoli fa potessero accadere cose del genere. Ma siamo sicuri che in seguito non sia stato più così?

Infatti, il nudo nell'arte ha continuato a fare scandalo anche negli anni successivi, tanto che la stessa chiesa cattolica chiese a Rubens di coprire le "nudità" di alcuni suoi quadri. È vero, erano passati "solo" un centinaio di anni dai tempi del braghettone... però quello che stupisce è che ancora oggi, nel ventunesimo secolo, il nudo nell'arte faccia scattare la censura!

E per tale motivo i belgi si sono "arrabbiati". Così, Visit Flanders, la locale azienda per la promozione del turismo, stufata di vedere ostacolata la propria attività sui social perché per Facebook e prodotti simili i quadri dei maestri fiamminghi, come ad esempio quelli di Rubens, sono giudicati alla stregua della pornografia, hanno deciso di rispondere a tale assurdità facendo ricorso all'arma del'ironia.



E così, alcuni giorni fa hanno realizzato un video in cui due presunti poliziotti dei social media, con tanto di divisa che richiamava il logo di Facebook, sono stati ripresi mentre si aggiravano per la Casa di Rubens ad Anversa dove sono esposti molti quadri famosi del pittore fiammingo.

Di fronte ai nudi, i "poliziotti social" hanno iniziato a chiedere ai visitatori se avessero o meno degli account Facebook. Nel caso in cui la risposta fosse stata affermativa, allora per loro non c'era scampo... venivano cortesemente allontanati dal dipinto per la loro tutela, perché quello che stavano vedendo era pornografia. Se qualcuno non voleva andarsene, allora i solerti poliziotti social mettevano le mani davanti ai loro occhi!

Nessun problema, invece, per coloro che un account social non lo avevano. Loro potevano tranquillamente godersi la mostra.

Inutile aggiungere che i visitatori si sono divertiti e molto dell'ironica iniziativa... a parte una signora in età avanzata che invece, pensando che la cosa fosse seria, ha iniziato a tirarsi su il vestito pure lei in segno di protesta.

In tempi in cui si celebra l'AI e le sue meraviglie, possibile che società multimiliardarie come Facebook che operano nel settore della tecnologia informatica non riescano ad elaborare degli algoritmi sufficientemente intelligenti in grado di evitar loro di passare, in maniera tanto evidente, per degli stupidi?

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