La privacy secondo Facebook prevede di dare accesso ai big di Internet a tutti i dati degli utenti

La privacy secondo Facebook prevede di dare accesso ai big di Internet a tutti i dati degli utenti

Mark Zuckerberg, davanti al Senato Usa e al Parlamento europeo, aveva dato di sé l'immagine di una persona sinceramente dispiaciuta per lo scandalo che aveva coinvolto Facebook nell'acquisizione dei dati dei propri utenti da parte di una società terza, utilizzati poi, soprattutto, nella campagna elettorale per le presidenziali del 2016 per supportare la propaganda a favore di Donald Trump.

È accaduto, non accadrà mai più, modificheremo l'accesso alle "Api" per la gestione dei dati Facebook da parte di terze parti rendendo indisponibili alcune precedenti funzionalità, verificheremo le nuove applicazioni prima di mandarle in linea, cambieremo le regole per la richiesta di consenso agli utenti...

Facebook, secondo le assicurazioni di Zuckerberg, avrebbe risolto qualunque problema di privacy che in precedenza si era presentato. Il fatto, però, è che per anni Facebook avrebbe fornito i dati personali dei propri utenti, persino i contenuti delle email, ad altri big del settore Internet, come ad esempio Microsoft, Amazon, Spotify, per motivi commerciali, di puro interesse economico. Ma di tutto questo Zuckenberg non ha detto nulla.

Chi lo afferma? Il New York Times, in un'inchiesta supportata da interviste e da centinaia di pagine di documenti interni a Facebook. I documenti si riferiscono anche all'anno 2017.

Qual è il contenuto dell'inchiesta? In pratica si può riassumere in questi termini. I dati degli utenti sono una miniera d'oro per le aziende, specie per quelle che operano e offrono servizi su Internet. L'utilizzo e lo scambio dei dati degli utenti Facebook (2,2 miliardi) avrebbe portato beneficio a tutti, grazie a più pubblicità, più ricavi e più utenti.

Per questo, Facebook ha permesso a Bing, il motore di ricerca di Microsoft, di vedere i nomi di tutti gli amici degli utenti di Facebook senza autorizzazione alcuna; a Netflix e Spotify la possibilità di leggere addirittura i messaggi privati degli utenti di Facebook... e questi sono solo alcuni esempi delle violazioni della privacy!

Possibile che questo nuovo enorme scandalo possa essere giustificato e risolto con le ennesime scuse da parte di Zuckerberg? Nessuna comunicazione, al momento, da parte dell'azienda di Menlo Park. 

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