Oltre che ai migranti Trump dichiara guerra anche ai ristoranti

Oltre che ai migranti Trump dichiara guerra anche ai ristoranti

"Il ristorante Red Hen (Gallina Rossa) dovrebbe concentrarsi maggiormente sulla pulizia dei suoi luridi rivestimenti, delle porte e delle finestre (necessita di un lavoro di verniciatura) piuttosto che rifiutarsi di servire una brava persona come Sarah Huckabee Sanders. Ho sempre avuto una regola, se un ristorante è sporco all'esterno, è sporco anche dentro!"

Può un presidente degli Stati Uniti esprimere un giudizio simile su un piccolo ristorante di Lexington, in Virginia?

Certo che può... perché lo ha fatto.


E questo per rispondere alla proprietaria del Red Hen a Lexington che aveva messo alla porta del proprio locale la portavoce di Trump a causa delle scelte politiche del presidente degli Stati Uniti.

Scelte che comprendono anche il contrasto all'immigrazione con l'adozione di misure che hanno fatto drizzare i capelli anche ad alcuni importanti rappresentanti del Partito Repubblicano, soprattutto quella relativa alla separazione di oltre 2.000 bambini dai loro genitori, detenuti al confine tra Stati Uniti e Messico.

Ma Trump continua a difendere la sua politica per contrastare l'immigrazione, ritenendo che i migranti ritenuti irregolari siano da respingere al confine, senza che venga loro data la possibilità di difendersi in un processo... perché sarebbe complicato, lungo e costoso.

In fondo, Trump lo ha ribadito anche domenica: "Non possiamo permettere a tutte queste persone di invadere il nostro Paese", aggiungendo che dovrebbero essere mandate a casa senza far ricorso a giudici e cause giudiziarie.


Trump, in base a quanto affermano gli oppositori del Partito Democratico, non si pone neppure il problema di eludere o meno la Costituzione degli Stati Uniti, auspicando la mancata garanzia di un giusto processo per chiunque sia accusato di un crimine.

Il suo decisionismo, però, lo ha portato oltre il confine del consenso della sua base elettorale come dimostra la vicenda dei bambini migranti separati dai loro genitori, causata da quanto da lui deciso un paio di mesi fa: detenere e perseguire chiunque entri illegalmente nel paese.

In proposito Trump, lo scorso mercoledì, aveva emesso un provvedimento esecutivo per porre fine alle separazioni, ma nonostante ciò il governo non ha ancora riunito tutti i bambini con i loro genitori.

Alcuni bambini guatemaltechi, e tra questi alcuni hanno appena cinque anni, sono ancora detenuti in una dozzina di centri nel nord-est degli Stati Uniti, mentre i loro genitori sono già stati rimandati nel Paese d'origine. Perché? Nessuno riesce a spiegarselo.

A causa di tali premesse, una nuova legge che affronti i temi dell'immigrazione non riesce a trovare un punto d'intesa tra i legislatori americani, con il Congresso che non è in grado di formulare un testo, che avrebbe dovuto essere presentato questo martedì alla Camera dei Rappresentati, che possa essere condiviso non solo dai democratici, ma anche dalla stessa maggioranza dei repubblicani.

Categoria Esteri
Attendere...