Cronaca

Il Papa ha salutato in piazza San Pietro i giovani delle diocesi italiane

In piazza San Pietro, dopo la messa celebrata insieme al cardinale Bassetti a cui erano presenti 120 vescovi e moltissimi sacerdoti, Papa Francesco ha salutato i 70mila giovani venuti a Roma su iniziativa della Conferenza Episcopale Italiana, rivolgendosi a loro dopo la preghiera dell'Angelus.

«In questi giorni - ha detto il Papa - avete riversato per le strade di Roma il vostro entusiasmo e la vostra fede. Vi ringrazio per la vostra presenza e per la vostra testimonianza cristiana!

E ieri, nel ringraziare, ho dimenticato di dire una parola ai sacerdoti, che sono quelli che vi sono più vicini: ringrazio tanto i sacerdoti, ringrazio per quel lavoro che fanno giorno per giorno, ringrazio per quella pazienza – perché ci vuole pazienza per lavorare con voi! La pazienza dei sacerdoti … - ringrazio tanto, tanto, tanto. E ho visto anche tante suore che lavorano con voi: anche alle suore, grazie tante.

E la mia gratitudine si estende alla Conferenza Episcopale Italiana - qui rappresentata dal Presidente Cardinale Gualtiero Bassetti – che ha promosso questo incontro dei giovani in vista del prossimo Sinodo dei Vescovi.

Cari giovani, facendo ritorno nella vostre comunità, testimoniate ai vostri coetanei, e a quanti incontrerete, la gioia della fraternità e della comunione che avete sperimentato in queste giornate di pellegrinaggio e di preghiera.»

Bergoglio, ha provveduto anche alla benedizione dei doni, una statua della Madonna di Loreto e la riproduzione del Crocifisso di San Damiano, che saranno portati dai giovani italiani alla Gmg 2019 di Panama, che si svolgerà dal 22 al 27 gennaio del prossimo anno.



Prima dell'Angelus, il Papa ha ricordato ai fedeli, facendo riferimento alla seconda lettura odierna - la lettera di San Paolo agli Efesini - la necessità per il cristiano di vivere in maniera coerente, non con ipocrisia, le promesse del Battesimo: la rinuncia al male e l'adesione al bene.

Ma l'espressione non va considerata un ossimoro, perché «non basta non fare il male per essere un buon cristiano; è necessario aderire al bene e fare il bene. ... Oggi vi esorto ad essere protagonisti nel bene!»

«Non basta non odiare, bisogna perdonare; non basta non avere rancore, bisogna pregare per i nemici; non basta non essere causa di divisione, bisogna portare pace dove non c’è; non basta non parlare male degli altri, bisogna interrompere quando sentiamo parlar male di qualcuno: fermare il chiacchiericcio: questo è fare il bene. Se non ci opponiamo al male, lo alimentiamo in modo tacito. È necessario intervenire dove il male si diffonde; perché il male si diffonde dove mancano cristiani audaci che si oppongono con il bene, "camminando nella carità", secondo il monito di San Paolo.»

Autore Fiorenza Gentileschi
Categoria Cronaca
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