The show must go on

The show must go on

Tra poco più di un paio di settimane si celebra la liturgia del raduno leghista di Pontida, unitamente alla commemorazione del ventennale della dichiarazione d'indipendenza della Padania, annunciata da Bossi il 15 settembre 1996.

Indipendenza in via unilaterale, un pò, come dire, vado nell'appartamento del vicino di casa e lo proclamo di mia proprietà.

Sia chiaro, sono per l'autodeterminazione dei popoli.

Sono per i Curdi che vogliono uno loro stato indipendente e sovrano, sono per la Catalogna libera (Catalonia is not Spain!), sono felice per i britannici che hanno votato per la Brexit, sono per il Popolo Veneto che ha una propria millenaria storia, una lingua comune, una sola  volontà per il raggiungimento di un ideale, che si chiama "stato indipendente".

Ma qui, in Lombardia di padani non ne vedo, ne tantomeno vedo gente desiderosa di indipendenza, e ancora meno lo vedo in altre regioni che riguardano lo "Stato della Padania". Già ho qualche dubbio che il  referendum, lanciato da Maroni, per l'autonomia della Lombardia, trovi il sufficiente consenso da parte dei cittadini chiamati a votare. Speriamo che vinca il SI, l'autonomia,

Comunque si dia il via ai festeggiamenti a Pontida!

 Acclamati da un tripudio di gente, con bandiere verdi e il Sole delle Alpi, il copricapo da vichinghi, vari esponenti rappresentanti di categorie sociali si susseguono sul palco  precedendo per il gran finale  il Politburo del partito. E naturalmente, quando l'apice dell'eccitazione della folla è arrivata ai massimi livelli, compare il nostro Segretario che avendo già tutto registrato presenzierà il comizio in playback.

Vinceremo!  Vinceremo! è il canto che si erge dal pubblico, vinceremo! grida in diretta il leader della Lega  in un tripudio di applausi. Padania Libera!

Anche alle elezioni comunali di Milano il "capitano" raccontava dal palco delle manifestazioni leghiste, di sentirsi sicuro che Parisi fosse il candidato vincente.  Finalmente, la città avrebbe avuto un sindaco differente, con il marchio di fabbrica "leghista". La lega a Milano vincerà!  Sappiamo come andata a finire, la città è stata consegnata alle truppe cammellate di Salah e ai suoi compagni islamici.

Ricordo che Parisi è il re del politically correct, moderato più moderato di un sapone detergente neutro, impalpabile, anche il vestito che porta addosso sembra preso in prestito. Potrebbe benissimo stare in un programma televisivo, in seconda serata, per gli ascoltatori insonni. Dopo pochi minuti l'effetto è assicurato, il sonno arriva.

Tra un post e l'altro in Facebook, tra una Amatriciana e l'altra, in questo giorni il Matteo, quello "buono",  fa capolino con la sua voce, dall'emittente di partito, Radio Padania Libera.

Come se stesse reclamizzando l'ultima marca di un budino, con voce goliardica, annuncia la buona novella in cui la Lega vincerà, senza dubbio vinceremo e quando saremo al governo.... In che modo questo avverrà non è dato sapere, certamente i radioascoltatori (sempre i soliti afecionados) con voce emozionata, parlando col loro leader al telefono, non hanno nessun dubbio in merito.

L'importante è che lo show must go on.

Emilio Stagni
nella categoria Politica
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