Esteri

La Germania impone nuove restrizioni ai non vaccinati e vota per l'obbligatorietà del vaccino anti-Covid

Gli ultimi dati dal fronte pandemia in Germania resi noti dall'Istituto Robert Koch hanno fatto registrare nelle ultime 24 ore 73.209 nuovi casi Covid, 1.525 ospedalizzazioni e 388 decessi. 

Dati che hanno fatto decidere la signora Merkel ad annunciare misure più stringenti in una conferenza stampa che ha tenuto dopo l’incontro odierno con i governatori dei vari laender. 

Le linee guida cui si atterrà la Germania nei prossimi mesi - almeno finché la situazione non migliorerà - prevedono che chi è vaccinato o guarito dal Covid potrà condurre una vita pressoché normale, gli altri dovranno adattarsi all'essenziale.

In pratica,  le persone non vaccinate non potranno entrare nei negozi non essenziali e non  avranno accesso a strutture ed eventi per attività culturali e ricreative (cinema, teatri, ristoranti...). Inoltre, alle persone non vaccinate sarà anche imposto il divieto di incontrare più di due familiari non conviventi. Inoltre, nelle scuole sarà introdotto l'uso delle mascherine, Infine la Germania entro fine anno si è posta l'obiettivo di effettuare 30 milioni di vaccinazioni.

"La cultura e il tempo libero - ha dichiarato la cancelliera - saranno aperti solo a coloro che sono stati vaccinati o guariti.  la situazione è molto grave e dobbiamo prendere ulteriori misure oltre a quelle prese in precedenza".

Ma il lockdown per i non vaccinati probabilmente non sarà l'unica misura a contrasto della pandemia. Infatti, nelle prossime ore il Parlamento tedesco si appresta a votare l'obbligatorietà del vaccino anti-Covid. Nel caso il provvedimento dovesse ottenere la maggioranza al Bundestag, potrebbe entrare in vigore a febbraio del prossimo anno.

In precedenza, la Merkel si era sempre opposta all'idea della vaccinazione obbligatoria, dichiarando che era responsabilità del governo persuadere i cittadini. Oggi, però, rispondendo alla domanda se voterebbe o meno il provvedimento, ha risposto:

"Se sedessi in Parlamento, lo voterei". 

Autore Federico Mattei
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