Risultato del Consiglio europeo: per Conte l'Italia adesso non è più sola nella gestione dei migranti. Ma è realmente così?

Risultato del Consiglio europeo: per Conte l'Italia adesso non è più sola nella gestione dei migranti. Ma è realmente così?

L'Italia ha vinto. Adesso ha preso in ostaggio non più solo i migranti, ma anche l'Europa. Entusiastici i titoli dei media che dichiarano che adesso l'Italia non è più sola, che anche l'Europa si farà carico del problema dei migranti, ecc...

Ma sarà proprio così? Nella giornata di giovedì, i capi di Stato dell'Unione si sono riuniti a Bruxelles per definire l’orientamento politico generale e le priorità dei Paesi membri in relazione ad alcuni problemi che hanno finito, però, per essere secondari a quello relativo alla migrazione.

L'Italia, infatti, tramite il premier Conte, si è messa di traverso in relazione all'approvazione degli altri temi del vertice finché gli altri Paesi non avessero approvato la bozza presentata dall'Italia in relazione a come gestire le migrazioni.

Nella notte, è stata trovata un'intesa i cui passaggi principali sono riassunti di seguito.

Per quanto riguarda la rotta del Mediterraneo centrale, dovrebbero essere maggiormente intensificati gli sforzi per porre fine alle attività dei trafficanti dalla Libia o da altri paesi.
L'UE resterà al fianco dell'Italia e degli altri Stati membri in prima linea a tale riguardo.
Accrescerà il suo sostegno a favore della regione del Sahel, della guardia costiera libica, delle comunità costiere e meridionali, di condizioni di accoglienza umane, di rimpatri umanitari volontari, della cooperazione con altri paesi di origine e di transito, nonché di reinsediamenti volontari. Tutte le navi operanti nel Mediterraneo devono rispettare le leggi applicabili e non interferire con le operazioni della guardia costiera libica.

Per smantellare definitivamente il modello di attività dei trafficanti e impedire in tal modo la tragica perdita di vite umane, è necessario eliminare ogni incentivo a intraprendere viaggi pericolosi. Occorre a tal fine un nuovo approccio allo sbarco di chi viene salvato in operazioni di ricerca e soccorso, basato su azioni condivise o complementari tra gli Stati membri.
Al riguardo, il Consiglio europeo invita il Consiglio e la Commissione a esaminare rapidamente il concetto di piattaforme di sbarco regionali, in stretta cooperazione con i paesi terzi interessati e con l'UNHCR e l'OIM. Tali piattaforme dovrebbero agire operando distinzioni tra i singoli casi, nel pieno rispetto del diritto internazionale e senza che si venga a creare un fattore di attrazione.

Nel territorio dell'UE coloro che vengono salvati, a norma del diritto internazionale, dovrebbero essere presi in carico sulla base di uno sforzo condiviso e trasferiti in centri sorvegliati istituiti negli Stati membri, unicamente su base volontaria; qui un trattamento rapido e sicuro consentirebbe, con il pieno sostegno dell'UE, di distinguere i migranti irregolari, che saranno rimpatriati, dalle persone bisognose di protezione internazionale, cui si applicherebbe il principio di solidarietà.
Tutte le misure nel contesto di questi centri sorvegliati, ricollocazione e reinsediamento compresi, saranno attuate su base volontaria, lasciando impregiudicata la riforma di Dublino.

Il Consiglio europeo conviene l'erogazione della seconda quota dello strumento per i rifugiati in Turchia e al tempo stesso il trasferimento al Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa di 500 milioni di EUR a titolo della riserva dell'undicesimo FES. Gli Stati membri sono inoltre invitati a contribuire ulteriormente al Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa al fine di rialimentarlo.

Per affrontare alla radice il problema della migrazione è necessario un partenariato con l'Africa volto a una trasformazione socioeconomica sostanziale del continente africano sulla base dei principi e degli obiettivi definiti dai paesi africani nella loro Agenda 2063. L'Unione europea e i suoi Stati membri devono essere all'altezza di questa sfida. ... La cooperazione tra l'Unione europea e l'Unione africana è un elemento importante delle nostre relazioni. Il Consiglio europeo ne chiede lo sviluppo e la promozione ulteriori.

Nel contesto del prossimo quadro finanziario pluriennale, il Consiglio europeo sottolinea la necessità di disporre di strumenti flessibili, ad esborso rapido, per combattere la migrazione illegale. I fondi destinati a sicurezza interna, gestione integrata delle frontiere, asilo e migrazione dovrebbero pertanto includere specifiche componenti significative per la gestione della migrazione esterna.

Sottolinea inoltre l'esigenza di intensificare notevolmente l'effettivo rimpatrio dei migranti irregolari. ... Accoglie con favore l'intenzione della Commissione di presentare proposte legislative per una politica europea di rimpatrio efficace e coerente.

Per quanto concerne la situazione all'interno dell'UE, i movimenti secondari di richiedenti asilo tra Stati membri rischiano di compromettere l'integrità del sistema europeo comune di asilo e l'acquis di Schengen. Gli Stati membri dovrebbero adottare tutte le misure legislative e amministrative interne necessarie per contrastare tali movimenti e cooperare strettamente tra di loro a tal fine.

Riguardo alla riforma tesa a creare un nuovo sistema europeo comune di asilo ... è necessario trovare un consenso sul regolamento Dublino per riformarlo sulla base di un equilibrio tra responsabilità e solidarietà, tenendo conto delle persone sbarcate a seguito di operazioni di ricerca e soccorso. È altresì necessario un ulteriore esame della proposta sulle procedure di asilo.

Il Consiglio europeo sottolinea la necessità di trovare una soluzione rapida all'intero pacchetto e invita il Consiglio a proseguire i lavori al fine di concluderli quanto prima. In occasione del Consiglio europeo di ottobre sarà presentata una relazione sui
progressi compiuti.


Come si vede, il successo di cui si parla è una lista di intenzioni la cui soluzione per una parte è espressa con verbi al condizionale, mentre un'altra parte è espressa indicando esplicitamente la buona volontà degli Stati membri.

Cosa possa cambiare, in pratica e nell'immediato, rispetto a quanto finora abbiamo assistito è difficile dirlo... probabilmente nulla. Anche il fatto di aver specificato che tutte le navi operanti nel Mediterraneo devono rispettare le leggi applicabili e non interferire con le operazioni della guardia costiera libica è un'affermazione di pura propaganda, dato che i migranti in mare aperto stipati su una barca di fortuna sono prima di tutto naufraghi e, come tali, qualsiasi nave è obbligata al rispetto di procedure internazionali che prevedono il soccorso e il salvataggio.

Sicuramente, il documento approvato a Bruxelles dal Consiglio europeo, in relazione ai temi del 20 giugno, sarà propagandato come un successo politico senza precedenti da questo governo ma, in pratica, poco o nulla cambierà rispetto ad ora, almeno finché gli altri Paesi non decidano effettivamente, in base alla loro "buona volontà", di dar seguito agli impegni di condivisione e accoglienza come indicato nel documento.

Una buona volontà di cui si è resa promotrice la Germania della Merkel che però, una volta ritornata in patria, dovrà vedersela con la Germania di Seehorf, che in teoria dovrebbe esse un suo alleato di governo, ma che sul tema migranti non condivide nulla o quasi di ciò che dice la cancelliera. E che dire poi dei Paesi del gruppo di Visegrad che dei migranti finora non si sono mai voluti far carico e che, assurdamente, vengono esaltati dal ministro Salvini che dice anche che l'Europa in toto dovrebbe occuparsi dei migranti provenienti dall'Africa?

Quanto questo successo si concretizzi in qualcosa di concreto per l'Italia, lo capiremo nelle prossime settimane. In relazione alle premesse è difficile crederlo.

Categoria Esteri
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