Esteri

Ucraina: ad un anno dall'inizio della guerra la Cina propone un piano di pace mentre gli Usa annunciano l'invio di nuove armi

"Condividiamo le opinioni di Pechino. Ci impegniamo a rispettare i principi della Carta delle Nazioni Unite, le norme del diritto internazionale, compreso il diritto umanitario, l'indivisibilità della sicurezza, secondo cui la sicurezza di un paese non dovrebbe essere rafforzata a scapito della sicurezza di un altro, che è applicabile anche alla sicurezza di alcuni gruppi di paesi. Come i nostri colleghi cinesi consideriamo illegittime eventuali misure restrittive non autorizzate dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Questo è un rozzo strumento di concorrenza sleale e guerra economica".

Così il ministero degli Esteri di Mosca ha commentato il piano di pace in 12 punti sul conflitto in Ucraina, presentato oggi dalla Cina, giorno in cui ricorre un anno dall'invasione della Russia.

Durante la conferenza stampa di ieri con il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, il presidente Zelensky aveva dichiarato di essere interessato ai dettagli del piano di pace proposto dalla Cina per l'Ucraina, dicendosi pronto a valutarlo.

Intanto Nato e commissione Ue hanno però già bocciato il piano, definendo Pechino con credibile nel ruolo di mediatore per gli attuali rapporti con la Russia, per non averne condannato l'invasione e per non aver escluso di inviare armi a Mosca.

Per l'Alto Rappresentante per gli Affari Esteri dell'Ue, Josep Borrell, quello cinese,

"per essere un piano di pace avrebbe dovuto essere un testo che si potesse attuare" e "per essere credibile avrebbe dovuto essere condiviso con entrambe le parti: la Cina deve andare a Kiev e parlare con Zelensky come ha parlato con Putin. Inoltre non può mettere sullo stesso piano aggressore e aggredito".

Dialogo e cessate il fuoco tra Russia e Ucraina, no all'uso di armi nucleari e agli attacchi alle centrali atomiche a uso civile: sono questi i punti principali della preannunciata 'Posizione della Cina sulla soluzione politica della crisi ucraina', un documento che si profila più come un insieme di punti di vista per raggiungere la de-escalation che come un vero e proprio "piano di pace" o una offerta di mediazione.

Il piano, pubblicato questa mattina sul sito del ministero degli Esteri cinese, auspica la cessazione delle ostilità, la ripresa dei negoziati, l'abbandono della mentalità della guerra fredda, la riduzione dei rischi strategici e il rispetto della sovranità di tutti i paesi.
 
Al primo punto c'è il rispetto di sovranità, indipendenza e integrità territoriale di tutti i Paesi secondo le leggi internazionali riconosciute, compresi scopi e principi della Carta delle Nazioni Unite.Al secondo, c'è l'abbandono della "mentalità della Guerra Fredda": la sicurezza di un Paese non può andare a scapito di quella di altri Paesi e "la sicurezza regionale non può essere garantita rafforzando o addirittura espandendo i blocchi militari". Pertanto, serve un concetto di sicurezza comune, globale, cooperativo e sostenibile per la stabilità a lungo termine del mondo. Il cessate il fuoco e lo stop ai combattimenti fanno parte del terzo punto: è necessario "sostenere Russia e Ucraina affinché si incontrino" e riprendano il dialogo diretto per arrivare a un cessate il fuoco globale. I colloqui e i negoziati, al quarto punto, sono "l'unica via d'uscita praticabile".Al quinto, c'è la protezione dei civili e la creazione di corridoi umanitari per l'evacuazione dalle zone di guerra. Mentre, al sesto punto, c'è l'invito a "rispettare rigorosamente il diritto umanitario internazionale", astenendosi dall'attacco ai civili e a strutture civili, e a favorire lo scambio di prigionieri. Al settimo e all'ottavo punto ci sono il mantenimento della sicurezza delle centrali nucleari (no agli attacchi armati e sì al ruolo dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica) e il rigetto delle armi nucleari (non possono essere usate e la guerra nucleare non può essere combattuta) sia sul loro uso sia sulla semplice minaccia. "Ci opponiamo allo sviluppo e all'uso di armi biologiche e chimiche da parte di qualsiasi Paese e in qualsiasi circostanza". Le garanzie per l'export di cereali sono al nono punto: "tutte le parti dovrebbero attuare l'accordo firmato da Russia, Turchia, Ucraina e Onu in modo equilibrato, completo ed efficace". Poi, al decimo, stop alle sanzioni unilaterali e alle pressioni che "non solo non risolveranno i problemi, ma ne creeranno di nuovi". All'undicesimo punto, l'appello per "la stabilità delle filiere industriali e di approvvigionamento" a tutela dell'economia globale. Infine, l'invito a promuovere la ricostruzione postbellica. (fonte Ansa)

Difficile pertanto, viste le premesse, che l'iniziativa cinese possa avere un seguito, anche se, perlomeno, è comunque un primo passo per arrivare almeno ad un cessate il fuoco.

Nell'esaltazione della retorica bellica, nel giorno in cui ricorre il primo anno di conflitto, il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, ha annunciato l'arrivo dei primi Leopard 2 in Ucraina aggiungendo che il suo Paese è pronto ad addestrare i piloti ucraini all'utilizzo dei caccia F-16. Anche il governo svedese ha confermato l'invio a Kiev di 10 Leopard, mentre la Francia ha confermato la consegna, questa settimana, di 10 AMX-10 RC, mezzi da ricognizione blindati dotati di un cannone da 105 mm.

Gli Stati Uniti, infine, hanno scelto questo giorno per annunciare un ulteriore supporto all'Ucraina, in termini di armamenti e aiuti economici, e nuove sanzioni alla Russia, di cui aveva parlato Biden durante la sua visita a Kiev, che prendono di mira banche e fornitori chiave del settore militare, secondo quanto riportato in una dichiarazione pubblicata dalla Casa Bianca

Autore Alberto Valli
Categoria Esteri
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