Esteri

Continuano gli attacchi di droni e missili sull'Ucraina con Mosca che mira a distruggere gli impianti di produzione/distribuzione di energia

Come già aveva fatto intendere ieri sera durante il suo solito discorso serale il presidente ucraino Zelensky, gli attacchi russi su Kiev e il resto del Paese non si sono mai interrotti dalle ore 21 di domenica: missili e droni kamikaze hanno continuato e stanno continuando a cadere su tutto il territorio ucraino.

Quelli che Zelensky definisce attacchi terroristici hanno due obiettivi. Uno è quello di terrorizzare la popolazione, l'altro è quello di colpire le strutture essenziali per il Paese, gli impianti di produzione/distribuzione di energia che, a cascata, impediscono anche l'utilizzo di altri impianti essenziali come ad esempio quelli per la fornitura di acqua corrente. 

In questo modo, i russi non solo distruggono le case dei civili, ma rendono anche impossibile la vita in quelle che sono abitabili, impedendo la fornitura di luce, riscaldamento e acqua.

Questa è la nuova strategia bellica dei russi che, non riuscendo ad avanzare e a difendere i territori finora conquistati, tentano di minare la resistenza della popolazione ucraina in odo che questa possa far pressione sul governo per arrivare ad una resa.

Per questo, Zelensky chiede l'invio di nuove armi, in modo da

"garantire la protezione dei nostri cieli e ridurre a zero le capacità dei terroristi russi, abbiamo bisogno di sistemi di difesa aerea significativamente più moderni e di una maggiore fornitura di missili per tali sistemi. E questo non è solo interesse ucraino. Meno opportunità terroristiche ha la Russia, prima finirà questa guerra. La Russia non ha alcuna possibilità sul campo di battaglia. E cerca di nascondere le sue sconfitte militari con il terrore. Perché ha bisogno del terrore? Per fare pressione su di noi, sull'Europa, sul mondo intero. I terroristi devono essere neutralizzati. Questa regola si applica in modo altrettanto efficace ovunque e influenzerà il terrore russo allo stesso modo. Quando le capacità terroristiche russe saranno neutralizzate dagli sforzi congiunti con i nostri partner, la Russia non avrà altra scelta che pensare alla pace".

E la Russia, che si rifornisce di droni kamikaze dall'Iran, adesso inizia a fare pressioni (che sono ovviamente minacce neppure tanto velate) sull'Europa perché smetta di fornire armi e supporto militare a Kiev, come dimostrano le dichiarazioni dell'ambasciatore russo in Germania Sergey Nechayev in un'intervista alla TASS:

"Le armi letali di fabbricazione tedesca, fornite al regime di Kiev, vengono utilizzate non solo contro i militari russi, ma anche contro i civili. È certamente una linea rossa che le autorità tedesche non avrebbero dovuto oltrepassare, data la responsabilità storica della Germania nei confronti del nostro popolo per i crimini nazisti durante la Grande Guerra Patriottica... per non parlare del nostro contributo alla riunificazione della Germania nel dopoguerra. ...L'invio incontrollato di armi all'Ucraina in violazione del commercio internazionale di armi e delle regole di controllo delle esportazioni porta solo a un prolungamento del conflitto, nuove distruzioni, vittime civili e un'ulteriore destabilizzazione della situazione in Europa, compresa la stessa Germania. ..."

Anche secondo l'intelligence britannica, la Russia mira a "causare danni diffusi alla rete di distribuzione dell'energia dell'Ucraina". E ad ulteriore riprova lo confermano gli attacchi odierni sulle infrastrutture di Dnipro, Kiev e Zhytomyr che hanno provocato e stanno provocando interruzioni nella fornitura di elettricità e acqua corrente in molte città, così come in alcuni quartieri della capitale.

"Dal 10 ottobre, il 30% delle centrali elettriche ucraine è stato distrutto, causando enormi blackout in tutto il paese", ha twittato questa mattina Volodymyr Zelensky, aggiungendo che gli attacchi russi contro l'energia e le infrastrutture critiche non lasciano "spazio a negoziati con il regime di Putin."

Adesso rimane da vedere, nel caso i russi dovessero continuare questa strategia, come reagiranno gli ucraini che a loro volta, in risposta, potrebbero iniziare ad allargare il conflitto in territorio russo, come tra l'altro sta già accadendo da tempo nell'oblast di Belgorod.

Autore Alberto Valli
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