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E Meloni ha detto la sua anche sull'Intelligenza Artificiale... aiuto!

Giorgia Meloni, giovedì, ha partecipato al Vertice sulla Sicurezza dell'Intelligenza Artificiale che si è tenuto in Inghilterra, a Bletchley Park, nei pressi di Londra.

Questo è quanto dichiarato alla presidente del Consiglio a commento della sua partecipazione all'AI Safety Summit, come è stato titolato l'evento:

"Siamo di fronte a una nuova frontiera del progresso, che per la prima volta rischia seriamente di mettere a repentaglio il principio stesso della centralità dell'uomo. L'intelligenza artificiale è una tecnologia che cambia il modo in cui facciamo le cose, esattamente come è accaduto con l'energia elettrica o con la rivoluzione industriale. Ma rispetto a ogni altra rivoluzione del passato, l'intelligenza artificiale prefigura un mondo in cui il progresso non ottimizza più le capacità umane, ma rischia di sostituirle. E se in passato questa sostituzione riguardava soprattutto il lavoro fisico, in modo che le persone potessero dedicarsi a lavori di concetto, ora è l'intelletto che rischia di essere sostituito, impattando anche sui lavoratori altamente qualificati. ...L'intelligenza artificiale è destinata ad incidere marcatamente sugli scenari geopolitici e sugli equilibri attuali, banalmente, perché è una tecnologia che può garantire a chi la gestisce e la utilizza un vantaggio competitivo. Esattamente come è successo, e succede ancora per altre tecnologie, a partire dall'energia. ...La storia ci ha insegnato che dalla competizione per procurarsi quel vantaggio e dalle differenze tra chi ha raggiunto quel vantaggio e chi resta indietro possono nascere tensioni, se non addirittura conflitti. ...L'Italia intende porre questi temi, insieme alla sicurezza digitale, al centro delle discussioni della prossima Presidenza italiana del G7, in continuità con il lavoro fatto dalla presidenza giapponese. Lavoreremo su come favorire una governance condivisa, coinvolgendo sia il settore pubblico che quello privato. Intendiamo sviluppare delle guardrail etiche, un insieme di principi etici da porre alla base del governo dell'IA generativa e le tecnologie correlate, da seguire nello sviluppo nella diffusione e nell'uso di queste tecnologie, sia nel settore pubblico che in quello privato, per garantire che l'uomo rimanga al centro della nostra società". 

Parole sicuramente tranquillizzanti, tenendo conto che "le guardrail etiche" saranno disegnate da un governo che vanta tra le proprie fila gente del calibro di Donzelli e Lollobrigida, oltre ad una premier che crede di dialogare con un politico africano che parla un inglese dal chiaro accento russo, nonostante nel Ciad, paese di cui è originario, le lingue ufficiali siano l'arabo e il francese.

E come se quanto accaduto non fosse di per sé già abbastanza grave, oltre che ridicolo, sulla vicenda è intervenuto un altro maître à penser dell'intellighenzia (post) fascista, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, per informarci che "il presidente del Consiglio l'aveva capito subito" che la telefonata era un falso. 

Autore Carlo Airoldi
Categoria Politica
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