Esteri

Dopo l'approvazione della riforma dell'età pensionabile da parte del governo, la Francia è nel caos. Mercoledì Macron parlerà alla nazione

Nessuna sorpresa. Dopo che il governo ha "indirettamente" approvato l'innalzamento dell'età pensionabile da 62 a 64 anni, in tutta la Francia sono iniziati i disordini, mentre chi già scioperava ha continuato a farlo. 

Nella sola Parigi sono stati oltre 200 i fermi, con una decina di agenti feriti tra le fila delle forze dell'ordine, tra l'altro accusate di aver usato eccessiva ed immotivata violenza contro i manifestanti.

Con gli scioperi in atto da giorni, si è fermata la raccolta dell'immondizia che ormai viene accatastata ai margini dei cassonetti, anche per le vie di Parigi. L'attività delle raffinerie va a rilento, con i posti di blocco che non consentono l'approvvigionamento del carburante alle stazioni di servizio che iniziano ad esporre i cartelli di "tutto esaurito". Persino la distribuzione di energia elettrica è interessata dallo sciopero con interruzioni mirate nella fornitura.

In questa situazione caotica, Macron, martedì, dopo aver parlato con il capo del governo, Elisabeth Borne, incontrerà i parlamentari che, almeno sulla carta, sostengono la sua maggioranza ed, infine, alle 13 di mercoledì parlerà alla nazione.

Adesso, la riforma delle pensioni è nelle sue mani, spetta a lui decidere se vararla o meno... anche se le opposizioni hanno già deciso di giocare l'ultima carta che la Costituzione mette loro a disposizione, l'articolo 61, tramite il quale il Consiglio costituzionale ha il potere di verificarne la conformità con il dettato costituzionale.

L'articolo 61 prevede che le leggi siano sottomesse alla valutazione del Consiglio costituzionale prima della loro promulgazione se il Presidente della Repubblica, il Primo Ministro, il Presidente dell'Assemblea nazionale, il Presidente del Senato o sessanta deputati o senatori lo richiedano.

Se il Consiglio costituzionale giudica che la legge non è conforme alla Costituzione, la legge viene dichiarata incostituzionale e non può essere promulgata o applicata. Per esprimersi, una volta chiamato in causa, il Consiglio costituzionale ha un tempo massimo di trenta giorni. Tuttavia, su richiesta del governo, in caso di emergenza, tale termine è ridotto ad otto giorni.

Rassemblement National, il partito di estrema destra di Marine Le Pen, questa mattina ha fatto ricorso dinanzi al Consiglio costituzionale contro la riforma delle pensioni elencando, a suo giudizio, i motivi di incostituzionalità che riguardano non il merito della legge quanto gli aspetti tecnici utilizzati dall'esecutivo per la sua approvazione.

Laurent Fabius (presidente): 76 anni, Michel Pinault: 75 anni, Corinne Luquiens: 70 anni, Jacques Mézard: 75 anni, Francois Pillet: 72 anni, Alain Juppé: 77 anni, Jacqueline Gourault: 72 anni, Francois Seners: 65 anni, Véronique Malbec: 64 anni, i nove giudici chiamati ad esprimersi.

Autore Antonio Gui
Categoria Esteri
ha ricevuto 379 voti
Commenta Inserisci Notizia