NASCE UNA NUOVA SOAP OPERA: della serie QUANTO SOFFRONO - Protagonista Emilio Fede

NASCE UNA NUOVA SOAP OPERA: della serie QUANTO SOFFRONO - Protagonista Emilio Fede

Sicuramente tutti vi ricordate di lui.

Ai tempi d'oro (suoi, ovviamente) è stato un buon giornalista: ha lavorato prima per la carta stampata (Mattino di Roma, Gazzetta del Popolo) fino ad approdare in Rai nel1954, e con l'azienda di stato firmare un contratto in esclusiva dal 1961.

Ci resta un pò in Rai, fino al 1987. Nel frattempo, riesce a sposare la figlia dell'allora Vicepresidente Rai, approda alla conduzione e poi alla direzione del TG1, riesce ad essere il primo giornalista a "colori", edita la cronaca dell'agonia del piccolo Alfredino Rampi e diventa anche conduttore e show man (Test).

IL PERIODO BERLUSCONIANO

Dopo il divorzio con mamma rai (dovuto al processo che Fede subì per gioco d'azzardo, dal quale uscì comunque assolto), eccolo veleggiare prima verso il TGA (da lui stesso fondato) e poi alla tanto agognata Mediaset.

Nasce qui il suo amore viscerale e per nulla celato per Silvio Berlusconi, e  gli imput direttivi per quei suoi tg, che alternano momenti di buona cronaca (il TG4 fu il primo a trasmettere le fasi iniziali della Guerra del Golfo- ndr) a servizi politically scorret (parafrasiamo, va), dove il deus ex machina del buon Silvio spadroneggia, e che hanno dato il via ad innumerevoli gags di attori comici e cabarettistici.

Il declino arriva, tra alti e bassi, con lo scandalo RUBY: tra accuse e processi, il buon Emilio diventa un'immagine fioca.

Cessa il rapporto con Fininvest, e ovviamente, niente più casa a Milano, spariscono anche i due autisti, la segretaria, l'ufficio ed - ovviamente- il misero stipendio di 27.000 € al mese.

OGGI E' IN MISERIA E VIVE SCORTATO

La triste favola non ha ancora conosciuto la parola The End: oggi Emilio Fede vive con la scorta perenne, poiché pare abbia subito e subisca ancora minacce, per nulla velate.

E poi, è in totale miseria; la sua pensione di 8.000,00 euro al mese non gli consente di vivere.

Mi astengo da ogni commento, perché sono una signora (almeno all'anagrafe).

catiadag
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