Cronaca

Scontro a fuoco con rapinatori armati. Ci scappa il morto tra i malviventi e i poliziotti finiscono indagati! È una vergogna!

Qualche giorno fa, una pattuglia della polizia è stata coinvolta in uno scontro a fuoco con un gruppo di rapinatori a Cesinali, tra Foggia e Avellino.

L'intero tratto autostradale è stato disseminato di posti di blocco per tentare di fermarli ma al momento dell'altolà, dalla vettura dei malviventi sono stati esplosi alcuni colpi di pistola, ai quali i poliziotti hanno risposto. Uno dei colpi ha raggiunto uno dei rapinatori, uccidendolo. I complici hanno abbandonato il suo corpo e si sono dispersi nelle campagne, per poi essere catturati.

Ebbene, gli uomini della squadra mobile di Foggia e delle volanti di Avellino che sono stati coinvolti in quella sparatoria e che hanno rischiato la vita sotto i colpi di pistola dei malviventi sono stati iscritti nel registro degli indagati. 

Le implicazioni pratiche di questa iscrizione del registro degli indagati per gli agenti, anche se per atto dovuto, costretti ad assumere (e pagare) un avvocato per essere difesi e un perito. Il paradosso è evidente: gli agenti della polizia hanno bisogno di un legale difensore per aver svolto il lavoro per il quale sono stati assunti.

Ma non solo, perché come prevede il regolamento, durante tutta l'indagine la carriera degli agenti resta bloccata, quindi senza possibilità di avanzamento e di premi, "e come noto, i tempi della giustizia sono molto lunghi".

La procedura è assolutamente inconcepibile in quanto rivolta CONTRO chi rischia la pelle ogni giorno, TRA L' ALTRO PER UNO STIPENDIO NON CERTO PRINCIPESCO !

Tutto questo porta a delle considerazioni importanti, che fanno emergere lo stato d'animo in cui si trovano a operare le forze dell'ordine: "I colleghi oggi non temono di rischiare la loro incolumità fisica, ma temono di più di essere sottoposti a procedimento penale, perché oltre ad essere esposti alla gogna mediatica, verranno coinvolti direttamente con il loro patrimonio personale a dover dimostrare di avere agito nella legalità, giustificando il loro operato"."Ci sparano addosso e ci dobbiamo difendere per aver fatto il nostro dovere, e ci tocca pagare anche l'avvocato".

Autore Palmieri Francesco Maria
Categoria Cronaca
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