Esteri

Elezioni in Spagna: il Partito Popolare è il più votato, ma sono i socialisti ad avere più possibilità per governare il Paese

Dopo le politiche di domenica, quale potrà essere la maggioranza che possa garantire un governo alla Spagna è impossibile ipotizzarlo, almeno per il momento.

Il Partito Popolare (PP), in questo turno guidato da Alberto Núñez Feijóo, ha ottenuto più seggi ed è pertanto il vincitore di queste elezioni. Il guaio è che i 136 seggi ottenuti (nel turno precedente erano stati solo 88) sono arrivati a scapito degli altri partiti con cui il PP avrebbe dovuto governare, in primis il partito franchista Vox che dai 52 seggi conquistati nel 2019 è passato a 33 seggi odierni.

Sull'altro fronte, il Partito Socialista (PSOE) che ha comunque ottenuto con 122 seggi 2 seggi in più rispetto a quattro anni fa, non può dirsi sconfitto, considerando che con Sumar, che rappresenta la sinistra radicale, e i partiti separatisti, tra cui quelli baschi e catalani, può raggiungere una coalizione di 172 seggi, più larga, seppur di pochissimo, rispetto a quella a cui può aspirare la destra. 

In ogni caso, per avere una maggioranza che supporti il governo sono necessari 176 seggi e nessuno dei due fronti è in grado, a meno di incredibili sorprese, di poter assemblare un coalizione in grado di garantirli.

Pertanto, attualmente, possiamo parlare di una situazione di stallo con Feijoo che, come è giusto che sia, riceverà dal re l'investitura per formare un nuovo governo, ma senza che abbia qualche speranza di portare a casa un qualche risultato.

Per questo, non è escluso che la Spagna possa anche ritornare alle urne.

I Socialisti hanno ottenuto risultati migliori rispetto a quanto previsto dai sondaggi, aiutati anche da alcuni scivoloni dell'ultimo minuto di Feijoo.

Sanchez ha pertanto più opzioni per formare un governo, ma le contropartite dei separatisti, in particolar modo  quelli catalani, rappresentano un ostacolo non da poco. Da risolvere vi sarebbero le questioni del referendum sull'indipendenza e della grazia a Carles Puigdemont che vive ancora in esilio in Belgio. Meno problematico potrebbe invece essere il supporto dei separatisti baschi. Infine, in aiuto della coalizione di sinistra non è da escludere l'importanza del singolo seggio ottenuto da altri gruppi regionalisti, quelli di Isole Canarie, Galizia nordoccidentale e Navarra nordorientale .

Parlando ai sostenitori fuori dalla sede centrale del PSOE a Madrid, un soddisfattissimo Sanchez ha detto che gli spagnoli avevano respinto il "blocco orientato al passato, che proponeva l'annullamento totale di tutti i progressi fatti negli ultimi quattro anni".

Dalla sede del PP dall'altro lato della città, un Feijoo più pacato ha insistito sul fatto che il suo partito aveva vinto le elezioni e avrebbe cercato di parlare con tutti i partiti  disposti a formare un governo. 

Se nessun candidato riuscirà a presentare una maggioranza entro due mesi dalla prima votazione sull'investitura del nuovo governo, in Spagna saranno indette nuove elezioni.

Autore Alberto Valli
Categoria Esteri
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