Tassa matrimoniale...

Tassa matrimoniale...

Due persone conviventi ultra 65enni non sposate (fratelli, compagni, amanti o altro) non pagano ticket se singolarmente non superano il limite di reddito previsto, mentre due persone sposate lo pagano con reddito medio appena superiore alla metà di quello.

Non so se le nuove unioni sottostanno alla stessa regola valida per le vecchie coppie di sposi: forse no, forse non hanno l'età, forse hanno alti redditi individuali; di fatto non hanno protestato come loro sanno.

È anche assurdo fare la somma dei redditi per avere un importo tassabile e non la somma delle spese detraibili fatte con quella somma per aver l'importo deducibile.

La nostra Costituzione recita "Art. 31 - La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose" e per famiglia intende "Art. 29 - La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come societa ` naturale fondata sul matrimonio." e con "matrimonio" i padri costituenti non pensavano a quelle stravaganti, effimere e sterili unioni oggi di moda.

La norma vigente penalizza invece il matrimonio favorendo con una tassa matrimoniale i non sposati e penalizza le famiglie numerose non considerando il numero dei componenti nel calcolo del limite di reddito esente.

Una famiglia non ha la stessa capacità contributiva se con 100 deve provvedere a una, tre o a cinque persone.

Non capisco come un Presidente della Repubblica garante del rispetto della Costituzione possa avere avallato una tale assurdità.

Categoria Politica
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