La Commissione europea accoglie con favore il successo dell'accordo politico raggiunto dagli Stati membri in occasione del Consiglio "Affari interni" dell'8 giugno sul nuovo patto sulla migrazione e l'asilo, presentato nel settembre 2020.Questa è una vera svolta dopo anni di intensi negoziati. Questo accordo offre una buona base per i negoziati tra il Parlamento europeo e il Consiglio. È stato raggiunto un orientamento generale su due pilastri fondamentali del patto: il regolamento sulla gestione dell'asilo e della migrazione e il regolamento sulla procedura di asilo. Ciò si aggiunge all'intesa già riscontrata su altri pilastri del Patto. Queste proposte consentiranno di creare un sistema più equo, efficiente e sostenibile per la gestione dell'asilo e della migrazione. Il patto prevede una soluzione comune che garantisca un equilibrio tra solidarietà e responsabilità tra gli Stati membri.La presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato:"L'accordo in seno al Consiglio dimostra che l'UE è forte e in grado di andare avanti insieme anche sulle questioni più complesse. Con la fiducia e la cooperazione, possiamo fornire una risposta europea a una sfida che tutti abbiamo in comune. Questo successo poteva essere raggiunto solo con la resistenza e lo sforzo vigoroso di tutte le persone coinvolte. I miei più sentiti ringraziamenti e apprezzamenti per tutto il duro lavoro vanno, in particolare, al Vicepresidente Margaritis Schinas e al Commissario Ylva Johansson. Continueranno a lavorare a stretto contatto con i colegislatori per facilitare e sostenere un accordo tempestivo sul patto".La Commissione è pronta a collaborare con il Parlamento europeo e il Consiglio per garantire un accordo sul patto come indicato nella tabella di marcia comune. 

Questa è la nota della Commissione sull'accordo raggiunto ieri a Bruxelles tra i ministri dell'Interno dei 27 Stati membri dell'Unione. Un accordo che, va ricordato, è stato raggiunto a maggioranza qualificata e che ha registrato il no di Polonia e Ungheria - che si sono espresse contro l'accordo e la scelta di farlo passare a maggioranza qualificata invece che all'unanimità - e l'astensione di Malta, Bulgaria, Slovacchia e Lituania. Ovviamente tutti gli altri hanno votato tutti a favore, Italia compresa. 

Che cosa prevede il nuovo patto sulla migrazione e l'asilo dell'UE?
 
Il nuovo patto sulla migrazione e l'asilo è un insieme di regolamenti e politiche per creare un processo di migrazione e asilo più equo, efficiente e sostenibile per l'Unione europea. Il patto, proposto nel settembre 2020, è concepito per gestire e normalizzare la migrazione a lungo termine, fornendo certezza, chiarezza e condizioni dignitose per le persone che arrivano nell'UE. Mira inoltre a stabilire un approccio comune in materia di migrazione e asilo basato sulla solidarietà, la responsabilità e il rispetto dei diritti umani. 

Il patto ha prodotto diversi risultati: 

Raccomandazione relativa a un meccanismo dell'UE per la preparazione e la gestione delle crisi connesse alla migrazione. Questo ha sviluppato un sistema di allarme rapido e di previsione per consentire una veloce identificazione delle situazioni di migrazione, consentendo una preparazione e una risposta efficaci. 

Raccomandazione sulla cooperazione in materia di ricerca e soccorso e orientamenti in materia di non criminalizzazione della ricerca e soccorso. La presente raccomandazione migliora la cooperazione tra gli Stati membri dell'UE nella gestione delle navi private coinvolte nelle operazioni di ricerca e soccorso (SAR). Ha gettato le basi per le riunioni periodiche del gruppo di contatto europeo sulla SAR. La guida previene la criminalizzazione delle operazioni umanitarie SAR.   

L'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo (EUAA) ha sostituito l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO) con più strumenti per sostenere gli Stati membri nel portare una maggiore convergenza nelle pratiche di asilo e accoglienza secondo gli standard elevati dell'UE. 

Coordinatore per il rimpatrio. Il coordinatore dell'UE per i rimpatri è stato nominato il 2 marzo 2022 per istituire un sistema europeo di rimpatrio efficace e comune e migliorare il coordinamento delle azioni tra l'UE e gli Stati membri. 

Meccanismo di solidarietà volontaria. Dal 22 giugno 2022, 23 Stati membri e paesi associati hanno convenuto di sostenere gli Stati membri sotto pressione, anche impegnandosi a ricollocare alcuni dei loro richiedenti asilo e attraverso contributi finanziari. Con le ricollocazioni in corso, più di 1000 richiedenti asilo sono stati ricollocati da Cipro, Grecia, Italia, Malta e Spagna entro l'inizio del 2023.  

Queste le dichiarazioni del ministro dell'Interno Piantedosi sui risultati del Consiglio Ue:

"L'Italia ha ottenuto il consenso su tutte le proposte avanzate nel corso del Consiglio odierno.  In primis abbiamo scongiurato l'ipotesi che l'Italia e tutti gli Stati membri di primo ingresso venissero pagati per mantenere i migranti irregolari nei propri territori. L'Italia non sarà il centro di raccolta degli immigrati per conto dell'Europa.  Abbiamo ottenuto la creazione di un nuovo fondo europeo per i Paesi terzi di origine e transito dei flussi (dimensione esterna).  Inoltre, nel sistema, come misura di solidarietà obbligatoria complementare ai ricollocamenti, è prevista anche la compensazione dei ‘dublinanti'.Siamo riusciti a ottenere un quadro giuridico di riferimento per possibili intese con Paesi terzi sicuri. Abbiamo, altresì, evitato che venissero poste delle limitazioni che avrebbero escluso alcuni Paesi.Anche i termini di responsabilità del Paese di primo ingresso per i casi Sar (ovvero per i migranti sbarcati dopo il soccorso in mare, ndr) sono stati ridotti grazie al nostro intervento. Per la prima volta i casi Sar sono considerati sotto la responsabilità dell'Unione europea.Per quanto riguarda le procedure alle frontiere, su cui l'Italia, a livello nazionale, ha precorso i tempi europei, con le misure introdotte dal Decreto Cutro, siamo riusciti a ottenere la creazione di un sistema efficace di controllo europeo delle frontiere esterne.Abbiamo anche ottenuto una clausola di revisione del sistema dopo un primo test di sostenibilità. È stata, infine, raggiunta anche l'intesa su misure di sostegno finanziario per la realizzazione operativa (anche mediante infrastrutture) delle procedure di frontiera".

Questo il commento della presidente del Consiglio Meloni: "Stiamo facendo molti passi in avanti, non solo con Scholz. Credo che chi è intellettualmente onesto possa riconoscere dalle sue dichiarazioni come in Ue ci sia oggettivamente un cambio di priorità. Ha detto che ci dobbiamo occupare della dimensione esterna ma fino a ieri in Europa il dibattito era come gestiamo i movimenti secondari. Nei primi Consigli Ue ho posto un tema semplice: finchè ci occupiamo di movimenti secondari scarichiamo il problema ma non lo risolviamo, il modo per risolvere il problema è difendere i confini esterni. Ormai è una visione condivisa dagli altri Paesi europei, anche quelli che son sempre stati più scettici. La questione non si può risolvere se non si capisce che la frontiera europea è una e che non si può prescindere dal coinvolgimento dei Paesi di partenza e di transito".