Il CdM ha approvato il decreto che licenzia Quota 100 e Reddito di cittadinanza

Il CdM ha approvato il decreto che licenzia Quota 100 e Reddito di cittadinanza

Si è svolto a Palazzo Chigi il Consiglio dei Ministri numero 38. Al termine della riunione il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno presentato in conferenza stampa il decreto legge poco prima approvato, relativo a Reddito di Cittadinanza e Quota 100.

Per avere un quadro riassuntivo dei due provvedimenti, questo è il documento che, al riguardo, ha pubblicato il Governo.


Il reddito di cittadinanza potrà essere richiesto da coloro che soddisfino i seguenti requisiti:

- essere cittadini italiani, europei o lungo soggiornanti e risiedere in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in via continuativa;
- avere ISEE inferiore a 9.360 euro annui;
- avere un patrimonio immobiliare diverso dalla prima casa di abitazione fino ai 30.000 euro annui;
- avere un patrimonio finanziario non superiore a 6.000 euro che può arrivare fino a 20.000 per le famiglie con persone disabili. Saranno 255mila i nuclei familiari con disabili a poter accedere al reddito di cittadinanza.

Secondo le tabelle elencate, i beneficiari del reddito sarebbero equamente distribuiti su tutto il territorio nazionale con il 47% al Centro-Nord e il 53% al Sud e nelle Isole.

Negli esempi riportati, una famiglia di 5 persone, con 3 figli, potrà arrivare ad ottenere oltre 1.300 euro al mese.


Per quanto riguarda Quota 100, la prima finestra partirà dal 1 aprile 2019 e riguarderà i lavoratori del settore privato. I lavoratori pubblici, invece, potranno decidere se anticipare la pensione a partire dal 1 Agosto 2019.



Soddisfazione per il premier e i suoi vice in conferenza stampa. Conte ha descritto questo appuntamento come "una tappa fondamentale per questa esperienza di governo, sono due misure che non rispondono a estemporanee promesse elettorali ma costituiscono un progetto di politica economica e sociale di cui questo governo va fiero.

Prima si facevano vertici sui rimpasti, noi abbiamo fatto tutti i vertici necessari per entrare nella casa degli italiani, per incidere nella vita vera degli italiani. Luigi e Matteo, vi dico grazie, sono stati 7 mesi entusiasmanti e i prossimi dieci anni lo saranno altrettanto."


Di Maio ha detto che "in sette mesi abbiamo realizzato le misure centrali del contratto di governo: reddito di cittadinanza e quota 100 sulle pensioni. Adesso abbiamo la dimostrazione con i fatti che tutti gli altri punti del contratto si possono realizzare. A chi diceva fosse fantascientifico dico che la migliore risposta è questa."

Per quanto riguarda i tempi di accesso al reddito, ha affermato: "Per febbraio saremo pronti a pubblicare il sito internet che dirà quali documenti sono da preparare e poi il sito da marzo sarà attivo per recepire la documentazione. Non c'è bisogno di andare a nessuno sportello se non si vuole. Possibile fare tutto con il portale o si potrà usare anche un normale sportello postale o i Caf. Dopodiché l'Inps verifica e il reddito sarà erogato con una normalissima carta elettronica di Poste italiane. Dopo l'accesso al programma, entro 30 giorni, si sarà contattati dai soggetti attuatori."


Salvini, infine, si è intestato il provvedimento su quota 100 che in 3 anni costerà 22 miliardi di euro: "Sono felice. Tanto impegno ma ci siamo: dalle parole ai fatti. Ci dicevano che non si poteva: diritto alla pensione per un milione di italiani contiamo possa trasformarsi in diritto al lavoro per un altro milione di italiani che non deve scappare all'estero".

Poi, ottimisticamente, il ministro dell'Interno ha dichiarato che ci sarà "subito la liquidazione per il settore pubblico, 30 mila euro cash" e che "non c'è nessuna penalizzazione e nessun taglio, sarà una libertà di scelta. 62 anni e 38 anni versamenti senza penalizzazione ed è solo il punto di partenza, l'obiettivo è quota 41. La Fornero si prepari a piangere ancora. Dedico questa decina di paginette alla signora Fornero, la signora piangente, e al signor Monti, non se ne fanno ancora una ragione... io conto di fare il ministro ancora a lungo".

Categoria Politica
Attendere...