Sta nell’imperfezione e, a volte, anche negli errori e nelle cadute, la bellezza più autentica, profonda, che risiede nell’animo umano. E lo suggerisce già il titolo dell’opera di Federica Napoli, “Imperfetta”, edita da Aletti nella collana “I Diamanti della Poesia”. Imperfezione che salta subito all’occhio già dalla grafica. «La particolarità dell’ultima lettera che differisce dalle altre - spiega la stessa autrice, nata a Roma, che ha scritto diverse raccolte poetiche - definisce a primo impatto, il tema che ho sentito la necessità di affrontare: l’imperfezione che appartiene a tutti, che conforta perché accomuna». Quando si parla di vita vera non si può prescindere da questo, perché la realtà è fatta di errori, imprecisioni e difficoltà; nella capacità di raccontarla senza stereotipi e senza filtri, la poesia ma, in generale, l’arte, gioca un ruolo catartico, in quanto non dovrebbe mai essere incatenata ma libera di fruire e vivere, senza limiti. «L’imperfezione - racconta Federica, che dell’arte ha fatto un pilastro della sua vita, poiché oltre ad essere scrittrice è anche diplomata in danza moderna e jazz - appartiene all’uomo e all’umanità; ogni volta che un artista, un poeta, decide di descrivere la realtà che lo circonda, dovrebbe assumersi anche la responsabilità di raccontarla senza filtri. Non si può parlare, descrivere la vita vera, la mente o il cuore degli uomini senza parlare anche delle loro imperfezioni». 

La realtà ispira i pensieri di Federica, che a volte sfumano in un mondo onirico, creando una sovrapposizione tra reale e sogno. La realtà e il mondo onirico s’intrecciano tanto nella sua poesia, perché riflettono l’idea che i sogni siano una dimensione parallela che l’uomo respira e assorbe. Il ritmo è l’elemento fondamentale dei versi, così come le pause, la punteggiatura, la forma, la metafora, tutti elementi importanti e spontanei per l’autrice. «La metafora dell’ascesa - spiega, nella Prefazione, Alessandro Quasimodo, autore, poeta e regista, figlio del Premio Nobel Salvatore Quasimodo - rivela un’indole pronta a sacrifici pur di conseguire gli obiettivi proposti. Non sempre è facile trovare comprensione negli altri o condivisione in amore. Occorre andare avanti con dignità dimenticando chi non sa stare vicino a noi. Senza odiare, dobbiamo voltare pagina, dimenticando le delusioni subite. La Napoli dà molto valore alla forma perché dedica particolare attenzione alle scelte lessicali, sintattiche, alla struttura metrica e al ruolo degli accenti interni».

La silloge è un elogio all’imperfezione che può tramutarsi in bellezza, perché è proprio lì, in un errore, che si trovano umanità, azione, coraggio ed è solo vivendo in profondità che si piò correre il rischio di sbagliare. «La fragilità ma anche la forza racchiusa in una caduta ci riporta all’ascolto della nostra umanità, alla bellezza della condizione umana. La consapevolezza dell’umana imperfezione è il conforto che avvicina ogni essere umano perché appartiene a tutti, vivere liberi, con la paura di sbagliare ma senza rimpianto. La perfezione è solo il riflesso di un’illusione». Solo vivendo appieno le situazioni, sentendo le emozioni sulla propria pelle, senza sconti e scorciatoie, si scopre l’autenticità dei sentimenti. «Ritroviamo noi stessi, un po’ sgualciti, forse, ma senza maschere, imperfetti e veri». Ed è questa la missione dell’intera opera. «Attraverso i miei versi - conclude Federica Napoli - vorrei trasmettere la volontà di celebrare chi vive senza nascondersi, vero nella propria imperfezione. Perdersi per scoprire nuove strade, nuove possibilità. Andare controcorrente rispetto ad un mondo che vive in catene, legato a stereotipi di perfezione e omologazione. E’ la ricerca dell’unicità e l’originalità che pulsano in qualcosa di non perfetto perché reale». 

Per conoscere Federica, la sua arte e la sua vita “imperfetta” visitiamo la pagina Instagram https://www.instagram.com/federicanapoliautore/ (federicanapoliautore). Qui, dove spesso la vita risulta perfetta, ma solo quella di chi decide di usare filtri.