Economia

Dal 1 luglio partirà lo sblocco dei licenziamenti, nonostante il presunto accordo raggiunto il 29 giugno dai sindacati

Il 29 giugno i sindacati unitari dopo una riunione di oltre 6 ore con Draghi e, in remoto, con i rappresentanti delle imprese, hanno comunicato di aver raggiunto un compromesso sullo sblocco dei licenziamenti che inizierà dal 1 luglio.

Il blocco dei licenziamenti resterà, come già era previsto, per i settori tessile, moda e calzaturiero. Sono previste inoltre le 13 settimane di cassa integrazione gratuita per tutte le aziende che hanno tavoli di crisi aziendali aperti al ministero dello Sviluppo economico, nelle Regioni e nelle Prefetture. 

E per le restanti aziende?

Questo è ciò che ha comunicato Palazzo Chigi dopo l'accordo raggiunto tra il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, il ministro del Lavoro Andrea Orlando e le parti sociali rappresentate da Cgil, Cisl, Uil, Confindustria, Alleanza delle Cooperative, Confapi:

“Le parti sociali alla luce della soluzione proposta dal Governo sul superamento del blocco dei licenziamenti, si impegnano a raccomandare l'utilizzo degli ammortizzatori sociali che la legislazione vigente ed il decreto legge in approvazione prevedono in alternativa alla risoluzione dei rapporti di lavoro. Auspicano e si impegnano, sulla base di principi condivisi, ad una pronta e rapida conclusione della riforma degli ammortizzatori sociali, all'avvio delle politiche attive e dei processi di formazione permanente e continua”.

In pratica, l'accordo non introduce per le aziende alcun obbligo all'utilizzo della cassa integrazione prima di interrompere il rapporto di lavoro con i propri dipendenti, ma solo una "raccomandazione". 

Pertanto, dal 1 luglio, le aziende che avevano già programmato di licenziare potranno iniziare a farlo, senza avere nessun vincolo in tal senso.

Quindi, di che cosa possano essere soddisfatti i sindacati per il presunto accordo raggiunto non si riesce a capire. Nonostante ciò, Cgil, Cisl e Uil dicono di aver migliorato e rafforzato i contenuti del Decreto Sostegni bis in relazione allo sblocco dei licenziamenti.

Ben lieto di sbagliarmi, ma credo che dal 1 luglio molti lavoratori avranno brutte sorprese.

Autore Mario Falorni
Categoria Economia
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