Alla fine, il Presidente del Consiglio Conte ha incontrato a Palazzo Chigi il "Presidente del Consiglio di Presidenza del Governo di Accordo Nazionale della Libia", Fayez al Serraj. Al termine del colloquio i due premier hanno rilasciato le seguenti dichiarazioni:


Serraj ha detto che rispetterà il cessate il fuoco auspicato mercoledì scorso da Russia e Turchia (scesa ufficialmente in campo a favore del governo di Tripoli) a partire dalla mezzanotte di domenica, "a condizione che ci sia un ritiro da parte di chi attacca, che però non sembra disponibile a questo perché ha un altro modus operandi".

Il generale Haftar, finora, non ha dato segnali di voler rispettare un cessate il fuoco, anche se Mosca potrebbe riuscire a convincerlo nelle prossime ore. La Russia, pur non intervenendo direttamente nel conflitto, almeno in via ufficiale, ha sul campo 2.000 mercenari che fanno capo a Putin e combattono al fianco di Haftar, sostenuto anche dagli Emirati Arabi Uniti, con il cui il principe ereditario, Mohammed bin Zayed Al Nahyan, il presidente russo questo sabato ha avuto un colloquio telefonico, durante il quale ha sostenuto la necessità di una tregua per verificare se esistano le condizioni per avviare un processo di pace tra le parti.

Giuseppe Conte ha dichiarato che l'Italia si adopererà per un coinvolgimento maggiore dell'Ue, "per un intervento che offra la massima garanzia di non rimettere il popolo libico alla volontà di singoli attori. 

Noi riteniamo che l'intervento europeo per le caratteristiche e gli obiettivi politici che persegue - ha aggiunto Conte - sia la massima garanzia per l'autonomia e l'indipendenza della Libia anche per il futuro, con l'Italia che, a tale scopo, rivendica di aver avuto una posizione lineare e coerente nel linguaggio, nelle azioni e negli obiettivi".


Nel pomeriggio, il presidente del Consiglio ha avuto anche un colloquio telefonico con Emmanuel Macron nel corso del quale ha illustrato al presidente francese il contenuto dell'incontro odierno con al Serraj e quello di mercoledì con il generale Haftar. 

Conte e Macron hanno poi fatto sapere di aver ribadito l'importanza di un coordinamento a livello europeo a favore del processo di pacificazione e stabilizzazione della Libia.


Ieri il ministro degli Esteri Di Maio, non senza una nota polemica nei confronti delle opposizioni che accusavano l'Italia di non avere un ruolo di rilievo a livello internazionale, ha anticipato che nei prossimi giorni si potrà fissare una data per la conferenza di Berlino sulla Libia, che dovrebbe mettere di fronte le due parti in guerra.