Politica

Lo stipendio di Tridico: una polemica assurda e pertanto inutile

Sul raddoppio dello stipendio del presidente Inps dicono che "non sapevano" e che faranno degli "accertamenti"...Il presidente dell'Inps si raddoppia lo stipendio mentre tantissimi italiani stanno ancora aspettando la cassa integrazione? Incredibile arroganza, vergognosa irresponsabilità.In qualunque Paese serio la conseguenza sarebbe solo una: dimissioni, dimissioni, dimissioni!


Da Tridico a triplico. Quando scopri che al presidente dell'INPS Tridico, tanto caro al M5S, è stato quasi triplicato lo stipendio capisci che siamo in una Italia a due velocità: quella degli amici dei grillini che prendono stipendi spropositati nonostante i risultati scadenti e quella dei cittadini comuni che non hanno amici nei Palazzi e aspettano ancora la cassa integrazione. Sono bastati due anni al potere per svelare la vera natura dei nemici della casta. Fossi il presidente del consiglio chiederei le dimissioni del presidente INPS. Cosa intende fare, invece, Giuseppe Conte?


Queste le dichiarazioni dei rappresentanti del sovranismo, Salvini e Meloni, che prima di conoscere ciò su cui stavano sbraitando hanno commentato un articolo di Repubblica, pensando di andare sul sicuro.

Ma come siano andati i fatti sull'aumento dello stipendio del presidente dell'Inps, lo ha spiegato lo stesso Pasquale Tridico in una lettera inviata al quotidiano degli Agnelli, in cui ha ricostruito la vicenda di cui è protagonista... senza aver fatto alcunché:

«Mi ha sorpreso il modo in cui è stata trattata la vicenda, che soprattutto in Rete ha scatenato centinaia di commenti sfociati anche in minacce e insulti alla mia persona. Ma a colpirmi è stato anche il fatto che nessuno del suo giornale mi abbia chiesto preventivamente una dichiarazione, con la quale avrei subito fatto chiarezza su molte cose.

Tutto l'articolo ruota intorno a due falsi: per effetto del decreto interministeriale che stabilisce i compensi del Cda di Inps (e Inail), al sottoscritto sarebbe riconosciuto un arretrato di 100mila euro.

Questo il primo falso. La realtà invece è che la nuova misura del compenso previsto per il Presidente dell'Istituto decorrerà non da maggio 2019, bensì dal 15 aprile 2020, vale a dire da quando si è insediato il CDA e ne ho assunto la carica di Presidente. 

Il secondo falso è che non è nei poteri del Presidente o di qualsiasi altro organo dell'Istituto determinarsi i compensi.

Detto questo sul tema dei miei compensi mi sembra doveroso ripercorrere brevemente i fatti e le norme per come si sono succeduti. 

Sono stato nominato Presidente Inps con decreto del Capo dello Stato in data 22 maggio 2019. Successivamente, a giugno 2019, con nota del Gabinetto del Ministero del Lavoro venivano proposti i compensi del Cda che si stava costituendo: 150mila euro lordi per il presidente, 100mila per il vice e 23mila per i 3 componenti del consiglio. 

Nel frattempo, la crisi di governo dell'agosto 2019 ha ritardato la nomina del Cda. Così, solo dal 15 aprile 2020 ho assunto le funzioni di Presidente del Cda. Nella prospettiva della ricostituzione del Cda dei due enti, la legge 28 gennaio 2019, n. 4, aveva previsto che, con apposito decreto interministeriale, sarebbe stata fissata la misura dei compensi dei predetti organi, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Tant'è che detti compensi sono finanziati attraverso la riduzione di spese di funzionamento di Inps e Inail.

Il 15 luglio 2019 il Dipartimento per il Coordinamento Amministrativo della Presidenza del Consiglio ha avviato l'iter per la determinazione dei compensi del Presidente e degli altri componenti del Cda dei due enti, sulla base di una Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 gennaio 2001 che fissa i criteri e gli indicatori da assumere a riferimento a tal fine; direttiva che dal 2001 detta le regole per la fissazione dei compensi degli Organi di tutte le Amministrazioni pubbliche, suggerendo l'utilizzo di un apposito software per determinare i compensi per il Cda sulla base del bilancio dell'Istituto e del numero di dipendenti. 

Tale software restituiva un compenso per il Presidente Inps e per il Cda molto più elevato: per il Presidente di 240 mila euro, pari al compenso dei dirigenti centrali dell'Inps, e ai vertici di amministrazioni simili. 

Tuttavia, il decreto interministeriale del 7 agosto 2020 del Ministro del Lavoro e del Ministro dell'Economia, decreto necessario e conseguenziale all'insediamento del CDA, stabilisce 150mila euro per il Presidente, 40mila euro (elevabili a 60mila in funzione delle deleghe esercitate) per il Vice Presidente e 23mila euro per ognuno dei componenti del Cda. Insomma, i Ministeri vigilanti sono intervenuti per ridurre la misura derivante dall'applicazione di quelle regole».

Autore Carlo Airoldi
Categoria Politica
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