Politica

Il CIAO di Renzi tra Renato Carosone e Alberto Sordi

Di seguito viene riportata l'ennesima provocazione di Matteo Renzi al Governo di cui fa parte. Correttamente si dovrebbe attribuire la provocazione al partito di cui si è nominato leader, Italia Viva. Ma essendo IV una "copertura burocratica" alle giravolte politiche di Renzi, risponde di più alla realtà attribuire esclusivamente a quest'ultimo qualsiasi responsabilità nel voler continuare a far credere all'opinione pubblica di esser disposto a far cadere il Governo. 

Dopo essersi inventato di aver costretto il Governo ad abolire una commissione di controllo al Recovery Fund esterna all'esecutivo - commissione, va ricordato, che è espressamente richiesta dall'Ue tra le misure a supporto per l'assegnazione dei fondi - lunedì, Renzi si è espresso contro le proposte del suo esecutivo in una fase che dovrebbe essere di confronto costruttivo all'interno della maggioranza, indicando una serie di punti che, per non sbagliare, sono elencati a seguire e ripresi direttamente dalle pagine social di Italia Viva.

Il progetto CIAO, presentato oggi da Matteo Renzi, tiene insieme quattro parole chiave, in un acronimo, che ricorda una famosa parola italiana:

  1. Cultura  
  2. Infrastrutture 
  3. Ambiente 
  4. Opportunità.

Il filo che lega queste parole chiave è il lavoro. Abbiamo ora una possibilità di spesa che non abbiamo mai avuto da ben 30 anni e che, probabilmente, non avremo nemmeno per i prossimi 30 anni. Ecco perché dobbiamo ora, o mai più, spendere al meglio i fondi che abbiamo a disposizione, altrimenti il debito ci strangolerà.Quali sono i fondi che abbiamo a disposizione? Ne abbiamo diversi, grazie all'Europa: Next Generation UE, il Mes, il Sure, nonché gli aiuti provenienti da BCE e programmazione tradizionale. Insomma, vince l'Europa e perde il sovranismo.Sull'alta velocità noi non cediamo. Non siamo noi a complottare contro il governo, è chi vota contro il parere del governo sull'altà velocità che complotta contro l'Italia.Irresponsabile è chi si oppone ai soldi del Mes per la sanità e chi si oppone ad un piano di investimenti per non far morire le imprese. Sui contenuti abbiamo ragione noi, lo dicono tutti. Stiamo su quelli.Non è pensabile che sull'occupazione giovanile ci siano solo 2,1 miliardi. Così non si va da nessuna parte. I soldi europei li stiamo prendendo ai nostri figli e nipoti. Se non li investiamo su di loro siamo dei vigliacchi.Sulla delega ai servizi segreti così come sulle grandi battaglie che abbiamo fatto in questi mesi non torniamo indietro. Mes, infrastrutture, Family Act. Non possiamo sprecare questa grande occasione.Un'alleanza elettorale con chi dice no al mes, all'alta velocità ed è giustizialista si fa fatica a farla. Ma a noi ora non ci interessa parlarne. Ci interessa finire bene questa legislatura. Perché a mandare a casa Salvini e a far vincere l'Europa siamo stati bravi. Ma ora?La parola d'ordine dei prossimi 10 anni è "cultura". Perché con la cultura si mangia e si creano posti di lavoro.. Con il Mes possiamo risparmiare i 9 miliardi previsti per la sanità e investirli in cultura.I soldi del Mes hanno meno condizioni di quelli del Recovery Fund, il no è solo ideologico. Si sta giocando vergognosamente sulla pelle delle persone.L'Italia deve candidarsi a prendere il posto degli inglesi nell'attrattività degli studenti e dell'Erasmus. Abbiamo bisogno di attrarre cervelli, abbiamo bisogno di attrarre talenti, e per farlo dobbiamo avvalerci anche dello Ius Culturae.

Renzi vuole trasformare una fase di discussione all'interno del Governo come un diktat imposto al suo partito che a sua volta sarebbe giustificato nel rispondere con un ultimatum. Renzi sa benissimo che non è così, ma lui vuol farlo credere a quei pochissimi italiani che ancora gli prestano ascolto, confidando nel fatto che il Governo prima o poi scenda a patti e gli dia assicurazioni certe su ciò a cui mira: poltrone per sé e garanzie che i soldi del Recovery Fund vengano assegnati con quello che una volta veniva definito metodo Cencelli.

Per capire Renzi è sufficiente richiamarsi a due classici della "cultura" italiana che lui pretende di voler rappresentare e supportare: Tu vuò fà l'americano di Renato Carosone e il Nando Mericoni di Alberto Sordi.

A causa di questa sua debolezza, l'americano Renzi è diventato da tempo il punto di riferimento del partito democratico Usa in Italia. Quella che è stata la mascotte di Obama, adesso è diventata la mascotte di Biden. Naturalmente, gli americani se lo sono scelto per usarlo a loro piacimento, lui - al di là che abbia compreso o meno il suo ruolo - ha accettato la parte. 

Adesso che dal prossimo gennaio in America sarà Biden a "comandare" Renzi ritiene che il clima sia cambiato e che il suo ruolo in politica, in futuro, non potrà non essere determinante. Il senatore fiorentino non può comunque pensare di far lievitare il suo più che stentato 3% di consensi nei prossimi mesi nel caso si vada alle urne, come non può sperare di formare un nuovo esecutivo che non coinvolga i 5 Stelle, considerando i numeri del Movimento alla Camera. Renzi è presuntuoso, ma non fino a tal punto.

Renzi sta solo mirando a nuove poltrone, sventolando la foto di Biden per sostenere le sue pretese. Il solito teatro che viene pure spacciato come rappresentazione degli interessi degli italiani.

C'è solo il rischio, per quest'ultimi, che Conte decida di vedere il bluff... a quel punto Renzi, per orgoglio, potrebbe pure decidere di far cadere il Governo, nonostante rischi di essere il primo a venir seppellito dalle sue macerie.

Autore Ugo Longhi
Categoria Politica
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