La manipolazione consapevole e intelligente, delle opinioni e delle abitudini delle masse svolge un ruolo importante in una società democratica, coloro i quali padroneggiano questo dispositivo sociale costituiscono un potere invisibile che dirige veramente il paese.[...]Si possono criticare certi fenomeni che ne derivano, in particolare la manipolazione delle informazioni, l’esaltazione dell’individualismo e tutto il battage pubblicitario intorno ai personaggi politici, ai prodotti commerciali o alle idee sociali. Anche se talora si fa un cattivo uso degli strumenti che consentono di organizzare e polarizzare l’opinione pubblica, queste attività sono però necessarie per una vita ben ordinata.Le tecniche usate per inquadrare l’opinione pubblica sono state inventate e poi sviluppate via, via che la società diventava più complessa e l’esigenza di un governo invisibile si rivelava sempre più necessaria. Stampa, ferrovie, telefono, telegrafo, radio, aerei, favoriscono la rapida e a volte istantanea diffusione delle idee...


Quando 92 anni fa Horace Liveright pubblicava queste parole scritte da Edward Bernays, Internet, motori di ricerca, social in genere e Facebook in particolare ancora non esistevano e per tale motivo non sono stati citati.

A parte questa giustificata mancanza, è evidente che già un secolo fa era ben chiaro che la propaganda è un mezzo utilizzabile non solo per indirizzare le masse verso determinate tipologie di prodotto o verso singoli prodotti, ma anche un mezzo di manipolazione delle coscienze.

Quando il 6 aprile del 1917, il governo americano decise di entrare in guerra a fianco dei Paesi dell’Intesa, la maggior parte degli americani era contraria all’intervento. Quindi, per guadagnare il consenso dei cittadini, il presidente Woodrow Wilson il 13 aprile di quell'anno istituì il Committee on Public Information noto anche come Creel Committee, di cui fecero parte intellettuali, pubblicitari, giornalisti e, in qualità di consulenti, Walter Lippmann e lo stesso Bernays. 

Il Creel Committee è forse il primo esempio di moderna propaganda bellica, dato che utilizzò tutti i mezzi di comunicazione allora disponibili (stampa, film, poster, caricature, comizi volanti, radio, telegrafo, cavo), diffondendo notizie in parte false, in parte esagerate ad arte - compresi torture, violenze, assassinii narrati in maniera delirante - in modo da promuovere un sentimento antigermanico che giustificasse l'accelerazione del processo di vendetta e una risposta violenta a tanta atrocità.

Manipolare... tra i diversi significati di questo verbo, come ricorda Treccani, vi è anche quello di adattare, volgere in senso favorevole a se stessi, mediante imbrogli e intrighi, allo scopo di ottenere vantaggi personali, i fatti, le notizie, l’informazione, i risultati delle elezioni. Un uso meno proprio comprende anche il manovrare abilmente le masse e le coscienze, agendo su di esse soprattutto col presentare la verità, i fatti, le notizie in modo conforme ai proprî interessi. 

Se tutto questo era noto già un secolo fa, perché adesso molte persone sembrano averlo dimenticato? Eppure dovrebbero essere in grado di usare i mezzi a loro disposizione non per farsi manipolare ma per vagliare, esaminare, confrontare, filtrare ciò che viene loro proposto, in modo da  formarsi liberamente delle opinioni sulla base delle proprie convinzioni e della realtà dei fatti.

Eppure non è così, come dimostra l'esempio del duo Salvini-Morisi, con quest'ultimo che mette in pratica i suggerimenti riassunti da Bernays un centinaio di anni fa nel suo libro, che per l'appunto si intitola Propaganda.

Inutile aggiungere altro, se non per citare lo Zaia di Crozza con il classico invito... «Ragionateci un po' sopra...»