Papa Francesco: i regni fondati sul potere delle armi e sulla prevaricazione sono fragili e prima o poi crollano

Papa Francesco: i regni fondati sul potere delle armi e sulla prevaricazione sono fragili e prima o poi crollano

All'Angelus, il Papa ha ricordato che oggi la Chiesa celebra "Gesù Cristo Re dell'universo", spiegando la ricorrenza facendo riferimento, come sempre, al passo del vangello della domenica Gv 18,33b-37):

«Gesù - nell'interrogatorio di Pilato - vuole far capire che al di sopra del potere politico ce n'è un altro molto più grande, che non si consegue con mezzi umani. Lui è venuto sulla terra per esercitare questo potere, che è l'amore, rendendo testimonianza alla verità (cfr v. 37).

Si tratta della verità divina che in definitiva è il messaggio essenziale del Vangelo: "Dio è amore" (1Gv 4,8) e vuole stabilire nel mondo il suo regno di amore, di giustizia e di pace.

E questo è il regno di cui Gesù è il re, e che si estende fino alla fine dei tempi.

La storia ci insegna che i regni fondati sul potere delle armi e sulla prevaricazione sono fragili e prima o poi crollano.

Ma il regno di Dio è fondato sul suo amore e si radica nei cuori, conferendo a chi lo accoglie pace, libertà e pienezza di vita. Tutti noi vogliamo pace, tutti noi vogliamo libertà e vogliamo pienezza. E come si fa? Lascia che l'amore di Dio, il regno di Dio, l'amore di Gesù si radichi nel tuo cuore e avrai pace, avrai libertà e avrai pienezza.

Gesù oggi ci chiede di lasciare che Lui diventi il nostro re. Un re che con la sua parola, il suo esempio e la sua vita immolata sulla croce ci ha salvato dalla morte, e indica – questo re – la strada all'uomo smarrito, dà luce nuova alla nostra esistenza segnata dal dubbio, dalla paura e dalle prove di ogni giorno.

Ma non dobbiamo dimenticare che il regno di Gesù non è di questo mondo. Egli potrà dare un senso nuovo alla nostra vita, a volte messa a dura prova anche dai nostri sbagli e dai nostri peccati, soltanto a condizione che noi non seguiamo le logiche del mondo e dei suoi "re".»

Una riflessione, quella di Francesco, che non riguarda solo i "sudditi", ma anche gli attuali "re" che, oltretutto, pretendono di rappresentare la Chiesa mettendo in atto politiche che con amore, pace e libertà nulla hanno a che fare e nulla hanno a che vedere.

Lo avranno capito? Sicuramente no.


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