“LIDIA GRASSI, GENESI DI UN’INVESTIGATRICE DILETTANTE”, L’ORIGINALITA’ DI UNA STORIA NEL ROMANZO CRIME DI SONIA DI FURIA.

Il libro nasce dalla grande passione dell’autrice per il genere giallo noir crime ed è la realizzazione della volontà precisa di creare canoni personali della narrazione, sia dal punto di vista stilistico che del contenuto,  che non parte dal fatto criminoso vero e proprio, ma da vicende che si dipanano lentamente, come la vita, e nelle quali  la protagonista si imbatte casualmente tra fatti episodi personaggi di varia umanità, sempre accompagnata e supportata dall’amico d’infanzia, Pietro, e dalla cugina/amica, Ale.
Il genere crime è l’occasione per riflettere anche su altro, a partire dal mondo della scuola e le giovani generazioni, mondo che l’autrice conosce bene, vivendolo da docente di Lettere di scuole superiori da oltre vent’anni. Il focus è il momento topico del diploma e l’ingresso nella vita e nell’università, a cui molti studenti accedono aspirando a professioni qualificate. Ma frequentare l’università è anche un passaggio di rito molto delicato perché richiede la capacità di adattarsi velocemente a un nuovo stile di vita, lontano dalle figure solite di riferimento: i genitori, la famiglia, la comunità scolastica precedente, gli amici di sempre. 
Lì bisogna imparare a gestire le giornate, le ore tra corsi, studio e faccende casalinghe; convivere con persone sconosciute e adattarsi alle abitudini e ai caratteri di altri; condividere gli spazi e creare compromessi; farsi nuovi amici.
Da qui partono le esperienze della giovane protagonista, Lidia Grassi, aspirante investigatrice dilettante, giovane studentessa, nata e cresciuta ad Ariano Irpino, capace come pochi di raccontare minuziosamente la sua vita, quella delle persone che le ruotano intorno, gli eventi e i luoghi.  Lidia descrive così bene le sue vicende che sembra di essere accanto a lei. 
Incontro Sonia Di Furia per farmi raccontare di più di questa crime story insolita.
1) Bentrovata Sonia. Il tuo esordio letterario è davvero scoppiettante. “Lidia Grassi, genesi di un’investigatrice dilettante”, edito da LFA publisher di Lello Lucignano, è una storia che colpisce per fluidità di narrazione, intuito di descrizione, originalità e scrittura in prima persona. Come è nata questa protagonista?


Bentornata Daniela, innanzitutto ti ringrazio per l’interesse e l’apprezzamento mostrati verso il mio lavoro e ringrazio l’editore Lello Lucignano della LFA Puglisher per aver creduto in me e nelle mie potenzialità.
Quando ho iniziato a scrivere questo romanzo, l’intento che mi sono data è stato quello di catapultare il lettore nella vita della protagonista, dei personaggi e delle vicende che avrebbe scoperto nella storia. Volevo che chi leggesse si trovasse accanto a Lidia, in quei luoghi, per le strade, nei palazzi, nella sua mente; che il lettore scoprisse, ragionasse, gioisse, si rattristasse e diventasse pensieroso insieme a lei. Per fare questo ho costruito una narrazione in prima persona corposa, densa, lucida che, attraverso l’uso selettivo e bilanciato della parola, facesse sentire, vedere, assaporare, emozionare. Ogni parola è, infatti, pensata e ragionata per arrivare all’obiettivo di mostrare più che narrare; di far rivivere anziché raccontare.
In quanto a Lidia, è arrivata senza preavviso, me la sono ritrovata nella testa che voleva investigare e ho sentito la sua urgenza di diventare reale e conoscere il mondo. Così ho iniziato a scrivere nell’unico genere, il giallo, che mi avrebbe divertito e permesso di esplorare tematiche di attualità.


“Lidia Grassi” e il suo mondo fatto di curiosità verso gli altri, consapevolezza nei propri mezzi, voglia di imparare e non trascurare nessun dettaglio, un mondo fatto di amicizie sincere, impegno, famiglia, studio, indagini, riflessioni acute. La tua ispirazione viene dall’osservazione, oppure è frutto solo di fantasia?

Creare Lidia e i personaggi che le ruotano intorno; immaginare e costruire determinate storie non è stato facile, perché mi ero data precisi obiettivi: fatti e persone dovevano essere realistici, non modelli perfetti costruiti a tavolino. Qui tutti hanno punti di forza e, nello stesso tempo, limiti e fragilità; ognuno ha le sue caratteristiche e personalità distinta, che ne fa soggetto unico della varia umanità. Non ci sono super polizziotti o super eroi, egocentrici e narcisi, ci sono persone con pregi e difetti, con il loro vissuto fatto di gioia e dolore, che ogni giorno affrontano la vita provando a dare il meglio di sé.
Per realizzare questo, ho dovuto fare uno sforzo di immedesimazione per sentire e provare una gamma di sentimenti ed emozioni il più estesa possibile; ho dovuto scavare a fondo dentro di me e sono dovuta andare lì dove non si vorrebbe andare perché fa male, ma ho realizzato quello che volevo: creare personaggi e storie vere e sincere.


Il mondo di “Lidia Grassi” non finisce qui. E’ fatto di “soggetti fissi”, che corrispondono alle tipologie umane. Chi sono e quali caratteristiche hanno per essere in tal modo nominati?

Ad un certo punto Lidia ci accompagna nella vita universitaria; camminiamo al suo fianco e conosciamo professori e studenti, diversi tra loro per caratteri e personalità, ma riconducibili a tipologie umane reali ed esistenti. In questo caso ho voluto giocare e omaggiare il teatro classico greco e latino degli attori-mimi, provvisti di costumi e maschere caricaturali, che rappresentavano personaggi fissi.


Lidia studia a Benevento, ma è nata e vive ad Ariano Irpino. Quanto è importante la provincia per raccontare meglio i drammi della società?

Penso che si debba scrivere di ciò che si conosce e io non potevo fare eccezione, quindi ho raccontato la provincia Irpina collegandola al Sannio, vicino geograficamente e legato ad essa storicamente. Il mio obiettivo è sempre ed esclusivamente stato quello di essere me stessa come scrittrice; di non seguire o imitare i giallisti famosi o i casi editoriali. L’autrice che sono è il risultato dei miei studi, gusti e sperimentazioni. Ho riflettuto molto sulle ambientazioni che volevo fossero coprotagoniste silenzione e pur efficaci della narrazione, non semplice sfondo. Il paesaggio, il territorio, le aree interne dell’Irpinia e del Sannio, luoghi di origine, di provenienza della giovane detective, emergono e si affermano in tutta la loro bellezza naturalistica, storica, artistica, architettonia, che non viene mostrata come da un conoscitore esperto o da un critico letterario di beni culturali, semplicemente c’è , è lì e Lidia vi si imbatte volta per volta da comune viandante e visitatrice, riuscendo a darne un taglio  e una visione schiette, originali e prive di infrastrutture colte.  Ne emergono luoghi sconosciuti che raccontano la storia più antica e affascinante di un’Irpinia figlia del Sannio, fatta di giardini segreti, serre botaniche, ville comunali, scavi preistorici, santuari, eventi sismici, e di un Sannio nobile di epoca Romana e Longobarda, raffinato, che nei secoli ha saputo costruire un tessuto urbanistico di grande eleganza e pregio architettonico. Sono partita da qui, con la mia formazione archeologica e la passione per la ricerca storica, per soffermermi e riflettere su tematiche di larga attualità e sui drammmi che vive la società.


Il tuo libro è spiazzante perché non è la classica crime story. In realtà qui troviamo una ragazza appassionata di legge, vuole diventate infatti pubblico ministero, che, grazie al suo intuito e meticolosità, intuisce le dinamiche malvagie prima degli inquirenti. Tu l’hai descritta come un’investigatrice dilettante, in realtà Lidia ha le spalle forti e un cervello più che pensante. In quale genere letterario pensi possa essere inserito?

Non volevo che fosse la classica crime story perché mi sarei sentita limitata a scrivere un caso con fatto criminoso, indagine, soluzione. Nel mezzo ci doveva essere la società con i suoi drammi ed era l’occasione per indagare nelle menti dei personaggi, vittime e carnefici, i loro stati d’animo, le emozioni, le sensazioni e le reazioni. Non volevo neanche partire dalla protagonista adulta, con un percorso professionale già sviluppato, il mio intento era di iniziare dalle origini, dal come e dal perché Lidia inizia a indagare. Riguardo al genere in cui inserirei il romanzo, direi che potrei classficarlo come un giallo a tinte noir, ma anche comedy a tratti romantiche, con elementi   del romanzo di formazione.


La prima persona, in questa occasione narrativa, direi che è molto incisiva per meglio raccontare le indagini mentali della protagonista e non solo. In genere un esordiente non inizia con la prima persona, tu invece lo hai fatto. E’ stato un fatto casuale, o ci hai riflettuto prima?

L’altro intento che mi sono data è stato quello di prendere per mano il lettore e non solo raccontargli una storia, ma fargliela vivere accanto a Lidia, come se si trovasse all’interno di un film, anzi una serie tv. Quindi ho raccontato gli eventi in prima persona e nel tempo presente, in modo che la coppia Lidia-lettore scoprisse le vicende man mano che si verificavano.


Che tipo di impatto ha avuto sul pubblico questo tuo esordio?

A livello locale curiosità e stupore tra i conoscenti e anche sincero apprezzamento, in particolare tra i docenti di Lettere miei colleghi. L’interesse è aumentato man mano che il raggio di azione si è andato ampliando, ricevendo inviti di docenti universitari di ambito giuridico, di esperti di beni culturali e di storia dell’arte. Ma l’apprezzamento maggiore l’ho notato durante le partecipazioni alle fiere del libro, e per questo ringrazio sempre il mio editore, Lello Lucignano, della LFA Publisher, che ha voluto e programmato la mia presenza a Roma, Torino, Napoli e Francoforte


Hai fatto già presentazioni, pensi di farle? Io credo che sia una storia da far conoscere a un vasto pubblico e che queste storie belle hanno bisogno di un po’ di tempo per farsi apprezzare.

Ho fatto presentazioni in vari Comuni d’Irpinia i cui amministratori mi hanno onorato del loro interessamento e mi hanno accolto con sincera amicizia; ho presentato in biblioteche e scuole, in Università; nelle principali fiere del libro nazionali e, da quest’anno, internazionali, avendo l’editore deciso di tradurre il libro in lingua inglese per presentarlo alla principale fiera del libro europea, la Frankfurt Buchmesse.


Sonia, descriviti come autrice, con tre aggettivi.

Riflessiva, analitica, chirurgica.


C’è tanto ancora da svelare su “Lidia Grassi, genesi di un’investigatrice dilettante”, ma voglio chiederti, credi che la scrittura sia anche coraggio e voglia di smontare le trite e ritrite narrazioni? Secondo il mio parere è ciò che hai fatto con questo esordio.

Avevo davanti a me due strade: scrivere secondo canoni e modelli predefiniti, riconoscibili, emulabili, o mettere in pratica la lezione dei miei maestri, le decine di scrittori conosciuti e studiati negli anni. Ho scelto il loro suggerimento: creare il mio personale modo di scrivere, nello stile e nei contenuti, sperimentere ed evolvermi autonomamente.


Un grande in bocca al lupo Sonia e a presto. 

(Daniela Merola)



I link di acquisto:
https://www.ibs.it/libri/autori/sonia-di-furia
https://www.mondadoristore.it/Lidia-Grassi-Genesi-Sonia-Di-Furia/eai978883343459