Ecco la verità sul condono ad Ischia... e non è quella che vuol far credere Di Maio

Ecco la verità sul condono ad Ischia... e non è quella che vuol far credere Di Maio

Per capire la confusione, l'approssimazione, l'ignoranza o la malafede del capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, e di chi lo supporta tra parlamentari e attivisti, è sufficiente riportare le parole pubblicate da due esponenti 5 Stelle (uno è lo stesso Di Maio) in merito alla "questione condono" relativo agli abusivi di Ischia contenuta nel cosiddetto decreto Genova.

Questo è ciò che ha detto al riguardo Luigi Di Maio:

«Sono andato ad Ischia, ho visto con i miei occhi e mi sono impegnato ad aiutare quei cittadini. Perché è un loro diritto, un diritto che è stato loro negato per troppo tempo. Parliamo di un migliaio di persone interessate, chi accusa di averlo fatto per voti si copre di ridicolo. Io non ho nessun interesse personale, non ho nessun conflitto di interessi, non ragiono in quella maniera. È il mio dovere in quanto rappresentante del Governo.

Non c'è nessun condono e sfido chiunque a dimostrare il contrario. Provate ad andare in Comune a chiedere un nuovo condono. Vi rideranno dietro per aver creduto alle bugie del Pd e dei giornali.

Invito pubblicamente le opposizioni a venire con me a Ischia per parlare con queste persone e ripetere davanti a loro la balla del condono, sempre che non li infastidisca il contatto con la gente comune che non campa di privilegi.»

A sfidare o smentire Di Maio, la senatrice 5 Stelle Paola Nugnes:

«È doveroso chiudere le pratiche del condono ancora aperte dal 1985 e dal 1994, ma con l’art. 25 del decreto Genova si dà questa possibilità anche alle domande del condono del 2003 che sarebbero ILLEGITTIME perché il condono in Campania non è mai entrato in vigore per varie vicende giuridiche (e quindi tutti i campani potrebbero chiedere ora di avere lo stesso diritto )... ma NON BASTA.

Si è ANCHE stabilito che tutte le DOMANDE, di tutti e tre i condoni (2003, 1994 e 1985) siano evase esclusivamente secondo i parametri della legge 47/85 e quindi il condono Craxi, ben più permissivo dei due successivi.

Cosa, anche questa, che si rischia sia pretesa per tutte le domande di tutta la Campania, secondo l'art. 97 della Costituzione che prevede che le amministrazioni non possano fare DISCRIMINAZIONI.

Chiedevo che le domande di condono venissero evase ognuna esclusivamente per la legge di condono cui afferiscono. Ho poi chiesto di trasformare il mio emendamento in un ordine del giorno che impegni il governo a valutare una revisione. Anche se un odg è un impegno debole, l’ho fatto per Genova, per evitare che l'emergenza Genova potesse rischiare ritardi, ma in verità i tempi ci sarebbero anche per tornare alla Camera, il decreto infatti scade il 27, ma tutto ciò non si è voluto fare


Ecco, adesso a Di Maio è stato spiegato perché quello su Ischia che il suo gruppo ha votato a maggioranza, che a lui piaccia o no, che lui lo voglia ammettere o meno, è un condono ed è per questo, in base a ciò che i 5 Stelle avevano sempre detto in passato, che ben 10 senatori pentastellati - Vittoria Deledda Bogo, Alfonso Ciampolillo, Saverio De Bonis, Gregorio De Falco, Luigi Di Marzio, Elena Fattori, Michele Giarrusso, Cinzia Leone, Paola Nugnes e Mario Turco - quest'oggi non hanno votato il decreto Genova, aprendo di fatto una crisi politica nel Movimento.

Ma, a regola, non sono loro ad aver tradito le promesse dei 5 Stelle, quanto Di Maio e chi lo sostiene.

Categoria Politica
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