Cani e malati in solitudine

Cani e malati in solitudine

Chissà quante volte sarà capitato a tutti di sentire frasi che rimandino a una sconvolgente vita da cani o che, in alcune situazioni, alcuni geni trattino i loro simili da cani. A fronte del cambiamento epocale che sta avvenendo in Italia negli ultimi 10/15 anni, bisognerà cambiare il contenuto di questo concetto. Insomma, signori, non 'signori miei' che si lascia tranquillamente nella fraseologia del signor Renzi - attuale capo treno in giro a raccontare quanto è bravo -, il commento che viene da fare al tema/cani è: ma fosse vero! In Italia e con tutta la simpatia per gli animali, forse bisognerebbe riflettere un attimo e sguinzagliare i cani… pardon, i servizi sociali per capire e aiutare quelli che, per loro somma sfortuna, appartengono alla razza degli umani. Che ci volete fare, c'è chi nasce di razza cocker spaniel inglese e chi, modestamente e per fato maldestro, di razza anziana/umana/senza grandi possibilità!

Prima notizia
Abbandono di incapace

Non riusciva a gestire la malattia della moglie anziana, di recente dimessa dall’ospedale, così ha fatto una telefonata anonima al 113 per segnalare lo stato di abbandono della donna e si è allontanato: per questo un settantaquattrenne di Terni è stato denunciato dalla polizia per abbandono di incapace. Nella sua chiamata l’uomo ha segnalato che la donna era “sola, anziana e convalescente da un’operazione” in un condominio del centro. Quando gli agenti della Squadra Volante sono giunti sul posto hanno trovato la porta dell’appartamento aperta e dentro l’81enne immobile a letto, che sofferente e in stato confusionale chiamava il marito ad alta voce. Alla fine, il 74enne è stato rintracciato ed ha ammesso di aver chiamato lui il 113, dopo essersi reso conto di non riuscire a prendersi cura della moglie, non avendo figli e non potendo permettersi una badante. Dopo avere passato tre notti insonni, ha pensato che l’unico modo per risolvere il problema era di rivolgersi alla polizia.

Seconda notizia
Per la prima volta in Italia riconosciuto permesso di lavoro per curare cane

La non cura di un animale di proprietà integra, infatti, secondo la Giurisprudenza, il reato di maltrattamento degli animali previsto dal Codice penale. Non solo ma vige il reato di abbandono di animale, come previsto dalla prima parte dell’articolo 727 del Codice penale. “Ora, con le dovute certificazioni medico-veterinarie, chi si troverà nella stessa situazione potrà citare questo importante precedente – ha dichiarato Gianluca Felicetti, presidente LAV (LEGA ANTI VIVISEZIONE).

Il suo cane stava molto male e aveva bisogno di un intervento medico veterinario urgente. Una dipendente pubblica, single, non avendo alternative e per stare vicino al quattrozampe, aveva chiesto senza successo al suo datore di lavoro – un’Università romana – il riconoscimento del permesso retribuito di due giorni di assenza. Diritto che in un primo tempo non le era stata accordato e solo successivamente, grazie al supporto tecnico-giuridico offertole dalla nostra Associazione, è stato riconosciuto dal datore.

Categoria Cronaca
Attendere...