Regionali FVG, calma e gesso

Regionali FVG, calma e gesso

Non appena sono pervenuti dal Friuli Venezia Giulia i risultati delle prime 10 sezioni scrutinate, su 1369 sezioni,  hanno aperto il fuoco i talk show televisivi per valutare il voto delle elezioni regionali.

Conduttori, commentatori e politici non hanno perso tempo e si sono infervorati subito in una interpretazione incontrollata dei numeri che via via arrivavano dallo spoglio.

Molto dilettantismo ed altrettanta incompetenza, soprattutto di conduttori e commentatori, nell’incentrare l’analisi esclusivamente sulle percentuali  dei voti ottenuti dalle forze politiche e nell’azzardare perfino il loro raffronto con i risultati delle elezioni politiche del 4 marzo.

Nessuno, e ripeto nessuno, si è preoccupato di rilevare e commentare, ad esempio, che ieri nella consultazione regionale l’astensione è stata pari al 50,4%, cioè un elettore su due non si è recato alle urne.

Un dato che, oltre a meritare una qualche riflessione, rende improponibile qualsiasi raffronto con i risultati del 4 marzo quando, sempre in Friuli Venezia Giulia, si era recato alle urne il 75% degli aventi diritto.

Cioè, il 34% degli elettori che avevano votato alle politiche il 4 marzo (NdR: vale a dire circa 177.000 elettori) questa volta hanno scelto di non esercitare il loro diritto di voto.

In presenza di due elettorati così numericamente differenti, quale valenza può avere, per esempio, celebrare il salto di un partito dal 25,8% delle politiche al 34,9% delle regionali?

In realtà, se invece di soffermarsi solo sulle percentuali di consenso i valenti commentatori televisivi si fossero focalizzati sul numero di voti ottenuti dalle forze politiche avrebbero scoperto, ad esempio, che ieri alle regionali, rispetto alle elezioni politiche del 4 marzo:

Lega ha ottenuti 30.492 voti in meno (= - 17,1%)

FI ha ottenuti 22.704 voti in meno (= - 30,8%)

FdI ha ottenuti 13.546 voti in meno (= -37,1%)

PD ha 52.785 voti in meno (= - 40,9%)

M5S ha ottenuti 106.544 voti in meno (= - 62,9%)

La domanda da porsi, quindi, sarebbe stata: quali forze politiche sono state di fatto maggiormente penalizzate dall'astensionismo di quei 177.000 elettori?

Un rompicapo certamente non facile, ma che avrebbe consigliato, comunque, di essere prudenti prima di stappare champagne e sparare fuochi di artificio.

Categoria Politica
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