La lezione di Mitterand

La lezione di Mitterand

17 gennaio 1995... lo ricordo quel giorno, avevo 14 anni. La nostra professoressa d'Italiano ci lesse l'articolo a scuola e cominciò a parlarci di "Villaggio Globale".

Appartengo ad una generazione che ha visto cambiare l'Europa per ben tre volte ed ho avuto la fortuna di avere degli insegnanti che mi hanno insegnato ad accettare il cambiamento e soprattutto a migliorarlo.

Quando parlavano di Europa unita non utilizzavano mai numeri o statistiche, ma immaginavano il futuro di questo continente attraverso la loro coscienza storica, trasmettendoci quei valori di uguaglianza e di unità sociale che, dalla fine del secondo conflitto mondiale, hanno contraddistinto la loro generazione, compreso l'ex presidente Mitterand.

Questa premessa era doverosa farla, devo molto ai miei insegnanti perchè mi hanno trasmesso qualcosa, così come il presidente Mitterand con quel bellissimo discorso, un autentico testamento politico, "regalò" qualcosa al mondo.

In questo periodo buio per la nostra Europa credo sia "utile", non per noi ma più che altro per i "finti" - i nostri politici europei da oggi li chiamerò così, è l'appellativo che più gli si addice - studiare un pò da chi gli ha dato il privilegio di governare in democrazia e in pace.

Cito due  passaggi che io considero fondamentali ed illuminanti: La mia generazione ha fatto il suo corso, questi sono i suoi ultimi atti, questo è uno dei miei ultimi discorsi pubblici. Bisogna dunque trasmettere ai posteri il nostro messaggio. Voi stessi, del resto, avete conservato l'insegnamento dei vostri padri,avrete potito prendere coscienza delle ferite del vostro paese. La tristezza, il dolore per il distacco da coloro che non ci sono più. La presenza della morte. Tutto ciò solo a causa dell'inimicizia che correva tra i popoli europei. Bisogna trasmettere non quest'odio, ma al contrario l'opportunità di riconciliazione che noi dobbiamo a tutti coloro che dal 1944-45, loro stessi feriti, dilaniati nella loro vita personale, hanno avuto l'audacio di concepire quello che può essere un futuro più radioso fondato sulla riconciliazione e sulla pace.

Continuo con il secondo: Bisogna vincere i propri pregiudizi, quelo che vi domando è quasi impossibile, poichè bisogna superare la nostra storia. Se non riusciremo a superarla bisogna sapere che una regola s'imporrà, signore e signori: il nazionalismo e la guerra. La guerra non è solamente il nostro passato, può anche essere il nostro futuro. E siamo noi, siete voi deputati che siete ormai i guardiani della nostra pace, della nostra sicurezza, del nostro futuro. Grazie

Illustrissimi "finti" avete avuto un secondo privilegio, l'investitura diretta di un uomo che di guerre ne ha combattute due, voi non sapete nemmeno scrivere una legge.  Avete capito bene lui disse 23 anni fa che voi sareste diventati i nostri guardiani ed invece siete diventati i deboli da proteggere.

La vicenda della nave Aquarius ha messo a nudo tutte le vostre incertezze e le vostre lacune politiche, la gestione del terrorismo è stata un  fallimento, per non parlare degli accordi economici fatti in questi anni che richiederebbero un discorso a parte.

Come potete essere i nostri guardiani se non riuscite a badare a voi stessi? Come può un continenete come l'Europa, che storicamente è stata terra di conquista da parte di tutti, non comprendere il dramma che da anni vivono le popolazioni africane causa sfruttamento da parte dell'Europa? E, soprattutto, come farete ad istituire degli hotspot in Africa per gestire l'immigrazione e fermare gli scafisti schiavisti se questo modello ha già fallito in Europa, terra con dei governi democratici con delle forze dell'ordine, degli uffici, ecc... ecc... ecc...?

E' questo il vostro testamento politico per le nuove generazioni?

Categoria Politica
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