Nonostante le navi delle Ong siano in porto, aumenta il numero dei migranti che cerca di attraversare il Mediterraneo

Nonostante le navi delle Ong siano in porto, aumenta il numero dei migranti che cerca di attraversare il Mediterraneo

Lo aveva ripetuto ieri in un briefing sulla Libia Julien Raickman, capomissione di Medici Senza Frontiere a Misurata e Khoms: «Nessuno può sapere quante persone muoiono in mare. Quando torna una barca ci sono i sopravvissuti che possono dare informazioni, ma nessuno può testimoniare se va a fondo una barca intera».

Un concetto talmente elementare nella sua banalità che però il Governo italiano e chi lo sostiene sembra o fa finta di non capire, come quello relativo alle partenze.

Negli ultimi giorni, infatti, nonostante la propaganda del cambiamento voglia far credere che le partenze dei migranti siano collegate alla presenza in mare delle navi delle Ong, in tutto il Mediterraneo sono stati numerosi gli avvistamenti di barche e gommoni (almeno 7 secondo Alarm Phone) con persone allo stremo a causa della mancanza di cibo e acqua o a rischio annegamento.

Solo oggi, Malta ha soccorso 270 persone. Nel pomeriggio, un gommone in avaria con almeno 80 persone a bordo è stato avvistato dal Colibrì di Sea-Watch a circa 52 miglia a nord di Garabulli. Molte persone erano in acqua, ed alta è la probabilità che alcune siano annegate.

Alla richiesta di intervento hanno risposto 2 mercantili e la Guardia Costiera Libica.

Successivamente, Colibrì ha ripreso la sua missione di pattugliamento e intorno alle 20 ha avvistato un gommone con circa 80 persone a bordo, nella zona di ricerca e soccorso di competenza di Malta a cui è stato chiesto di intervenire.

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