Cronaca

Musacchio: “Presa Diretta” ha mostrato in poche ore cos’è la ‘ndrangheta

Riccardo Iacona, nella puntata della sua trasmissione Presa Diretta andata in onda lunedì 15 marzo, ci ha mostrato, in un paio d’ore, cosa sia diventata realmente la ‘ndrangheta in questi anni.

Una puntata che per la prima volta porta nelle case degli italiani quello che in pochi possono immaginare: una ndrangheta parallela allo Stato. Il maxiprocesso che si sta tenendo nell'aula bunker a Lamezia Terme, scaturito dall’inchiesta denominata Rinascita Scott è una delle più importanti operazioni nella storia della lotta contro la criminalità organizzata calabrese portata a segno dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Catanzaro diretta da Nicola Gratteri. “È una guerra - dice Gratteri”.

E’ veramente così, è proprio una guerra senza esclusione di colpi e portata avanti con enormi sacrifici. La nuova ndrangheta è davvero potentissima e niente sfugge al suo controllo criminale e sociale. Droga, appalti, compravendita di beni, intestazioni fittizie, contratti tra privati, frodi per ottenere fondi nazionali e comunitari, acquisizione di imprese, turismo, estorsione, usura.

Le 'ndrine godono addirittura di un circuito bancario autonomo, illegale parallelo che gestiscono in funzione dei loro interessi. Gli 'ndranghetisti sapevano tutto di tutti, quanti soldi sul conto corrente, quali e quante le proprietà immobiliari possedute, ereditate o vendute. E su tutto questo esercitano il loro potere indiscusso e indiscutibile. Sapevano tutto anche di quello che succedeva al Palazzo di giustizia.

Fa davvero preoccupare il numero elevato di colletti bianchi collusi e complici agli interessi mafiosi. Commercialisti, notai, avvocati, medici, magistrati, amministratori pubblici e funzionari, personale dei palazzi di giustizia, uomini delle forze dell’ordine. Un sistema criminale perfetto e autonomo che gestiva politica, economia, lavoro.

In poche ore ho davvero visto raccontata in maniera egregia la nuova 'ndrangheta.  C’è quella mercatistica ma anche quella feroce. Investimenti in ogni parte del globo ma anche omicidi e lupare bianche. Il traffico di droga e quello d’armi e il tutto caratterizzato da un unico comune denominatore: dove comanda la mafia non c’è sviluppo economico e sociale e soffrono tutti soprattutto i più deboli.

Vincenzo Musacchio giurista e docente di diritto penale, è associato al Rutgers Institute on Anti-Corruption Studies (RIACS) di Newark (USA). Ricercatore dell'Alta Scuola di Studi Strategici sulla Criminalità Organizzata del Royal United Services Institute di Londra. E’ stato allievo di Giuliano Vassalli e amico e collaboratore di Antonino Caponnetto.

Autore SCUOLA DI LEGALITA DON PEPPE DIANA
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