La commedia continua... Mattarella affida a Cottarelli l'incarico per formare il governo

La commedia continua... Mattarella affida a Cottarelli l'incarico per formare il governo

Povero Mattarella. Ieri gli avevano assicurato che lo spread, facendo naufragare il governo tra Lega e 5 Stelle, sarebbe sceso di botto e che tutti sarebbero stati felici e contenti. A metà giornata, invece, lo spread saliva "allegramente" verso quota 230 e la borsa, specialmente i bancari, continuava a perdere. E adesso non si può neppure dare la colpa a Salvini e Di Maio!

Che sia allora colpa di Cottarelli? È a lui che il "salvifico" Sergio Mattarella, che in un pomeriggio è riuscito a farsi giudicare persino peggiore di Napolitano tanto da meritare la possibilità di essere messo in stato di accusa, anche se non è ben chiaro se per alto tradimento o per attentato alla Costituzione, ha affidato l'incarico di formare un nuovo governo che, già prima di essere formato, tutti sanno che non otterrà la fiducia.

Cottarelli ha accettato l'incarico con riserva, prestandosi a quella che chiunque non potrebbe non definire altrimenti se non commedia, o meglio ancora, pagliacciata.

Infatti, rispetto a qualche settimana fa, il governo di minoranza, tecnico, di garanzia o comunque lo si voglia chiamare in Parlamento non riuscirà a far nulla, oltre a definire la data delle prossime elezioni.

Non penserà mica Cottarelli di darsi pena nel presentare un programma o di far appello alla responsabilità dei partiti perché Lega e 5 Stelle votino la legge di bilancio per tornare poi alle urne il prossimo anno? Qualsiasi iniziativa del governo, stando così le cose, verrebbe bocciata sempre e comunque. E già il fatto che Cottarelli si sia prestato ad accettare persino l'incarico lascia più di qualche perplessità.


Cottareli, presentatosi davanti ai giornalisti, ha detto che darà a Mattarella la lista dei ministri in brevissimo tempo e che, nel caso ottenga la fiducia in Parlamento, approverà la legge di bilancio per il 2019 rimettendo poi il mandato subito dopo perché il Paese vada così al voto.

Invece, in assenza di fiducia, il governo si dimetterebbe immediatamente, ma le elezioni si svolgerebbero solo dopo il mese di agosto. Cottarelli ha detto che non si candiderà alle elezioni e che sceglierà dei ministri che seguano il suo stesso esempio. Ha poi concluso il suo intervento giurando fedeltà, per conto dell'Italia, all'euro e all'Europa, aggiungendo, da economista, che l'economia italiana è in crescita e che i conti rimarranno sotto controllo e in ordine anche in futuro.

Una banale considerazione. La coppia Mattarella Cottarelli, che ha deciso motu proprio che il voto sarà solo dopo agosto, è evidente che dà per scontato che la campagna elettorale inizi dopo agosto e, pertanto, che il voto sarà ad ottobre... inoltrato. Considerando solo i tempi tecnici per riunire le Camere, le consultazioni per formare il governo, ammesso che questo piaccia all'Europa e a Mattarella perché altrimenti - secondo logica - si dovrà tornare a votare indefinitamente, il tempo necessario perché ottenga la fiducia... un governo potrebbe entrare in carica, ben che vada, agli inizi di dicembre.

Ed in questo caso è possibile che in così breve tempo quel governo possa approvare una legge di bilancio vagamente credibile prima del 31 dicembre? È evidente che il diktat imposto da Mattarella e annunciato da Cottarelli di nuove elezioni solo dopo agosto è un'ulteriore ostacolo da parte del capo dello Stato alla corretta applicazione della volontà popolare.

Non proprio un esempio di democrazia.

Categoria Politica
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