Esteri

57 anni dopo la grande marcia gli afroamericani si sono riuniti a Washington per chiedere la fine del razzismo in Usa

La marcia su Washington per il lavoro e la libertà, o se si preferisce la grande marcia su Washington del 28 agosto 1963, richiamò di fronte al Lincoln Memorial circa 250mila persone che ascoltarono Martin Luther King pronunciare il suo storico discorso "I have a dream", per invocare la fine del razzismo e la pace tra bianchi e neri.

57 anni dopo, gli afroamericani sono stati costretti a riunirsi al Lincoln Memorial per chiedere di nuovo uno stop al razzismo e il concreto riconoscimento di quei diritti garantiti solo sulla carta.

Un esempio? In molte città americane, se un bianco gira per strada con un fucile, a meno che non stia sparando, la polizia lo ignora oppure lo ringrazia o, al massimo, gli chiede qualche spiegazione. Invece, se una persona di colore gira per strada la polizia la ferma, la perquisisce e l'arresta pure... anche se è disarmata!

Così a Washington ieri, su invito del reverendo Al Sharpton e di Martin Luther King III (il figlio maggiore di Martin Luther King), si sono riuniti migliaia di attivisti per chiedere una riforma che regolamenti il modo di agire della polizia e per sollecitare gli americani ad andare a votare in massa alle elezioni presidenziali di novembre. Le minoranze in genere disertano il voto e questo favorisce i candidati che sostengono politiche conservatrici, che con Trump sono diventate estremiste.

Ai presenti ha parlato la sorella di George Floyd, la cui morte causata da un poliziotto ha scatenato mesi di disordini razziali negli Stati Uniti. Lo stesso ha fatto Jacob Blake Sr, il padre dell'afroamericano ferito con 7 colpi di pistola alla schiena in Wisconsin. Ha descritto la manifestazione come una chiamata in giudizio dell'America con l'accusa di razzismo e uno solo il verdetto: "colpevole, colpevole, colpevole".

Secondo il figlio di Martin Luther King, "la nazione non ha mai visto un movimento così potente, un'incarnazione moderna di quella che mio padre chiamava la coalizione di coscienza. E se andiamo avanti con determinazione e passione, completeremo il lavoro iniziato con tanta audacia negli anni '60".

Tra le richieste dei manifestanti, redatte da centinaia di delegati in tutto il Paese, meno fondi ai dipartimenti di polizia, maggiori investimenti in sanità, alloggi e servizi sociali per le comunità di colore. 

Autore Alberto Valli
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