Politica

Vogliono rubare il Quirinale a Berlusconi: (non) fermiamoli!

Quei birbantelli del Fatto Quotidiano hanno definito Silvio Berlusconi "garante della corruzione e della prostituzione, non solo sul piano giudiziario, mentre la Costituzione l’ha violata prima e dopo il suo ingresso in politica". Pertanto, Peter Gomez, Antonio Padellaro e Marco Travaglio hanno promosso una raccolta firme su Change.org perché gli italiani contrari alla candidatura di Berlusconi possano esprimere pubblicamente il loro fermo no a quella che, oggettivamente, è un paradosso, se non una bieca provocazione.

Ma l'iniziatica del Fatto non è andata giù alla stampa di partito che supporta la destra ultraconservatrice in Italia, così tramite il suo attuale direttore Alessandro Sallusti il quotidiano Libero ha a sua volta promosso, sempre su Change.org,  una raccolta firme pro Berlusconi, motivandola con questi argomenti:

"La sola idea che Silvio Berlusconi possa, sostenuto da tutto il Centrodestra e ovviamente non solo – altrimenti mancherebbero i numeri necessari – giocarsi seriamente la partita del Quirinale deve fare davvero paura se il Fatto Quotidiano, con due mesi di anticipo sulla scadenza, ha lanciato una petizione: “Berlusconi al Quirinale? No grazie”. La cosa è ovviamente legittima, ma dà l’idea che il Centrodestra non sia libero di proporre il suo candidato – Berlusconi o chi sarà – se non gradito alla banda di Travaglio, Conte, Davigo e compagnia cantante. Che poi non è un’idea ma una certezza che, scommetto, prenderà corpo nelle prossime settimane con una campagna mediatica di odio e di fango – sarebbe strano che non partisse anche qualche iniziativa giudiziaria - che quelle viste fino ad ora sembreranno bazzecole.Lanciamo quindi una petizione contro chi vuole rubarci il Quirinale, contro chi pensa che Salvini, Meloni e Berlusconi non abbiano la stessa dignità politica dei loro rivali, contro chi getta veleni e menzogne nella campagna quirinalizia. Che poi è povera gente che non ne ha mai azzeccata una, che nel tempo si è ispirata al pm  Antonio Ingroia, quello del processo bufala sulla trattativa Stato- Mafia, prima allontanato dalla magistratura e poi indagato; a Piercamillo Davigo, il moralista manettaro sulla cui testa ora pende una richiesta di rinvio a giudizio; a quei falliti di Giuseppe Conte e Domenico Arcuri".

Gli argomenti del povero Sallusti sono alquanto fragili, visto che la petizione del Fatto dice tutt'altro. Infatti nessuno nega agli estremisti di destra presenti in Parlamento di poter presentare una candidatura, quanto l'inopportunità della candidatura di Silvio Berlusconi, da loro ritenuta credibile.

Infatti, come diavolo si può pretendere di ritenere che uno come Berlusconi possa essere garante della Costituzione e possa rapptesentare gli italiani, nonostante questo curriculum?

  • E' stato eletto sei volte nel Parlamento italiano e una in quello europeo benché ineleggibile per la legge 361/1957 sui concessionari pubblici.
  • E' stato condannato in via definitiva per avere frodato il fisco, derubando lo Stato che ora vorrebbe presiedere, occultando immense fortune nei paradisi fiscali.
  • E, da pregiudicato, pretende di guidare il Csm che decide sulle carriere dei magistrati.Ha abusato dei pubblici poteri per piegare il Parlamento ad approvargli 60 leggi ad personam, alcune bocciate dalla Consulta perché incostituzionali.
  • Era affiliato alla loggia occulta P2. Ha corrotto parlamentari per ribaltare le sconfitte elettorali. Ha elevato a sistema il conflitto d’interessi, legittimando anche quelli degli altri. Ha sdoganato i peggiori disvalori, facendo pubblico vanto di condotte prima relegate alla clandestinità.
  • Ha trasformato Camera, Senato ed enti locali in stipendifici per i suoi avvocati, coimputati, lobbisti, camerieri, badanti, Papi girl, igieniste dentali. Ha screditato il Parlamento con la mozione “Ruby nipote di Mubarak”.
  • Ha coperto di vergogna gli italiani con sceneggiate e pagliacciate in giro per il mondo e ha trascinato l'Italia in due guerre criminali contro l’Afghanistan e l’Iraq.
  • Ha epurato giornalisti e artisti a lui sgraditi, trasformando la Rai in servizietto privato per Mediaset e Forza Italia. Ha usato i suoi manganelli catodici e cartacei per calunniare i migliori magistrati e giornalisti, oltre agli oppositori che ostacolavano i suoi disegni eversivi.
  • Ha più volte elogiato Benito Mussolini. Ha giustificato l’evasione fiscale e varato condoni tributari, edilizi e ambientali. Il suo gruppo, con soldi suoi, ha corrotto politici, giudici, ufficiali della Guardia di Finanza, testimoni.
  • Il suo braccio destro Cesare Previti è stato condannato definitivamente per due corruzioni giudiziarie. Idem il suo braccio sinistro Marcello Dell’Utri per concorso esterno in mafia. I suoi referenti in Campania e in Calabria, Nicola Cosentino e Amedeo Matacena, sono stati condannati l'uno in appello per concorso in camorra e l'altro in Cassazione per complicità con la 'ndrangheta. E manca lo spazio per fare la conta dei danni inferti dai suoi tre malgoverni all’economia, alla scuola, alla sanità, all’ambiente, alla cultura, ai diritti civili.

Sicuramente tutte "pinzillacchere" non solo per Alessandro Sallusti, ma anche per il neo teologo Matteo Salvini - ultimamente ha deciso che il "papà" del suo Gesù Bambino non sia Dio ma Giuseppe, seppellendo così  le conclusioni del concilio di Nicea - che ha invitato a firmare la petizione pro Silvio:

"Per la scelta del prossimo Presidente della Repubblica non sono tollerabili pregiudizi o esclusioni: è incredibile che certa sinistra voglia imporre ordini e veti al centrodestra. La sovranità appartiene al popolo e non ai salotti radical chic: sono impegnato affinché per il Colle sia possibile una scelta di grande prestigio, e sottolineo la necessità che la politica si riprenda il proprio ruolo senza che ci siano interferenze del potere giudiziario. Non è scritto da nessuna parte che il Presidente della Repubblica debba per forza essere vicino alla sinistra e al Pd in particolare. Aderisco convintamente alla campagna del quotidiano Libero".

In fondo, secondo l'ultimo sondaggio Dire Tgecnè, almeno un italiano su cinque ritiene ragionevole e sensata la candidatura al Quirinale di Silvio Berlusconi, in alternativa - è ovvio - a quella di Mario Draghi che, probabilmente, sarebbe ritenuto plausibile anche come  commissario tecnico della nazionale se venisse candidato come sostituto di Mancini.

Un'ultima cosa. La petizione di Libero, in tre giorni, ha raccolto ben (si fa per dire) 6.587 firme. La petizione del Fatto, in tre giorni, ha raccolto invece 131.849 firme. 

E allora? Forse gli italiani non si sono bevuti completamente il cervello come invece alcuni vogliono farci credere?

Autore Gino Tarocci
Categoria Politica
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