Nel corso degli ultimi tre anni, l'economia italiana ha registrato una crescita superiore alla media dell'UE27 e alle principali economie dell'Unione, Francia e Germania. Questa crescita è stata accompagnata da un positivo sviluppo del mercato del lavoro.

A partire dalla seconda metà del 2021, l'Italia, come le altre grandi economie europee, ha dovuto affrontare l'aumento dei prezzi causato dalle materie prime importate. Questo fenomeno è stato seguito da un rapido raffreddamento alla fine del 2022, che si è intensificato nel 2023. L'inflazione ha avuto effetti diversi sulle aziende e, in particolare, sulle famiglie, con salari che non hanno tenuto il passo con l'inflazione, riducendo il potere d'acquisto soprattutto delle fasce di popolazione più povere.

La performance economica degli ultimi anni è il risultato di due decenni durante i quali la struttura economica italiana si è adattata, non senza difficoltà, ai cambiamenti del contesto competitivo e all'impatto della transizione digitale.

Il sistema produttivo, la Pubblica Amministrazione e gli individui hanno fatto progressi significativi nell'uso delle tecnologie dell'informazione, un processo accelerato dalla pandemia. Tuttavia, persistono alcune problematiche e ritardi, anche nello sviluppo delle competenze digitali.

Nel corso degli ultimi 20 anni, l'Italia ha mantenuto la sua posizione come paese esportatore, ma la concorrenza delle economie emergenti ha messo in crisi una parte significativa delle industrie su cui si basava la specializzazione nazionale, che si è progressivamente modificata. D'altra parte, la lentezza nello sviluppo delle attività terziarie ad alta intensità di conoscenza, oltre a una debole dinamica delle esportazioni di servizi, si è tradotta in una maggiore dipendenza dall'estero.

In questo periodo, la crescita economica e la produttività del lavoro sono state particolarmente deboli, sia rispetto all'esperienza storica sia rispetto alle altre grandi economie europee.

Il recente recupero degli investimenti, in particolare nella componente immateriale, se mantenuto, potrebbe contribuire nei prossimi anni a migliorare le prospettive di crescita del nostro Paese.


Questo il riassunto fatto a Montecitorio dal Presidente dell'Istat, Francesco Maria Chelli, nell'illustrarea la situazione del Paese nel Rapporto Annuale 2024. 

Per approfondimenti:
Rapporto Annuale 2024