Politica

Le idi di marzo, aprile, maggio, giugno...

Il significato di “politica” secondo il comune e moderno senso del termine indica machiavellismo, destrezza, furbizia, inganno, tradimento: queste sono le caratteristiche richieste a coloro che intendono avviarsi verso questa “professione” le cui conseguenze sono evidenti e tragiche. Questo è l’aspetto utilitaristico ed egoistico dell’antica arte di gestire gli interessi di parte soprattutto nel periodo Medioevale. Un’altra caratteristica essenziale è appartenere ad un’élite legata alla partitocrazia e all’imprenditoria che conta dalle quali riceve l’adeguato addestramento e alle quali vende la propria anima per un’illusoria posizione di potere.

Oggi sarebbe il caso di introdurre nel circuito politico persone con altre caratteristiche dominanti come indicatori essenziali per svolgere un così delicato compito.  Il picconatore di Rignano è il tipico esempio di uno stile di far politica miope e riduttivo; ne è fiero e lo sbandiera perché queste sono le regole del gioco alle quali tutti si sono adeguati e che gradualmente hanno raffinato ed imposto ad una collettività priva di coscienza civile e di sano spirito reattivo democratico.

Personalmente mi ripugna solo il pensiero che la Lega prima e il PD dopo abbiano accettato una coalizione di governo con il solo intento di eliminare politicamente un movimento che proponeva una linea politica basata sulla correttezza e la trasparenza. La pandemia ha prolungato accidentalmente l’esistenza del secondo esecutivo che comunque era già nato morto: Salvini e Renzi rappresentano un modello deviato di intendere la gestione delle legittime istanze di una collettività che vengono sistematicamente sacrificate per soddisfare interessi di parte.

 Questa esperienza ha evidenziato che coloro che occupano il Parlamento hanno ormai da lungo tempo depennato dalle loro agende gli interessi di coloro che “non contano nulla” come li ha definiti Bersani mostrando il vero volto di una élite completamente estraniatasi dalla realtà dell’organismo vivente di uno Stato messo in crisi dalla loro indifferenza ed incapacità di gestire la cosa pubblica, soprattutto in maniera democratica.

Giulio Cesare fu abbattuto con 23 coltellate, oggi si usa un’arma molto più affilata di una lama per commettere un assassinio politico o civile: la diffamazione e la continua sterile critica amplificata da una stampa servile e in malafede che ha solo lo scopo di destabilizzare e compromettere il lavoro di una compagine governativa; disorientare e deviare i cittadini da una retta valutazione della situazione istigando comportamenti inappropriati mettendo a rischio la salute dei più deboli. L’aspetto più detestabile è che si è approfittato di un momento estremamente critico per l’intero Paese per interrompere un lavoro di ripristino delle regole di trasparenza e per distribuire le risorse europee in maniera più equa.

 Il M5S hanno fatto risuonare nel Parlamento la voce di coloro che non contano niente, ha mostrato il volto pulito della politica inoltre ha messo in luce le qualità di leader  di Giuseppe Conte nel valorizzare concretamente i contenuti della Costituzione: Renzi è una mina vacante, incarna con spudoratezza la negazione della politica pulita e nobile, la colpa non è solo sua ma soprattutto di chi lo vota e di un clima generale di complicità della maggioranza “partitocratica” compattamente presente nel Parlamento.

Letta ha accettato l’incarico di segretario del PD, onore al coraggio, non penso che tarderanno ad arrivare le coltellate alle spalle dai capi-cricca del suo partito assetati di potere e poltrone: non ci si può fidare di coloro che vivono di “partitocrazia” e rappresentano gli interessi dei comitati d’affari dai quali dipendono e che li ha fatti eleggere inserendoli nelle liste bloccate: così si uccide la democrazia!

Una figura a parte che è comparsa sulla scena politica italiana è Giuseppe Conte oggi è un dato incontrovertibile che rappresenta il leader naturale che può dar vita ad un profondo e necessario rinnovamento della società italiana aprendo un canale diretto e continuativo con la base per ascoltare la voce della vita pulsante di quella parte del Paese dimenticato, spesso offeso ed umiliato da coloro che hanno dimenticato che esiste “l’altro”, quello che con il suo voto gli ha affidato la grave responsabilità di curare gli interessi di una intera collettività. È la società civile che rappresenta la maggioranza reale del paese senza distinguo tra cittadini di prima categorie e gli altri che non contano: occorre incominciare a ragionare diversamente e comportarci in maniera trasparente.

Il capitalismo vorace che si è appropriato delle istituzioni ha prodotto un gravissimo e permanente danno alla collettività partendo dalle privatizzazioni volute e gestite in maniera spregiudicata: Autostrade e l’ex ILVA sono due esempi che testimoniano tale malaffare.  La vendita di Autostrade successiva alla tragedia del 14 agosto 2018 potrebbe comportare che i danni per il crollo del ponte Morandi e il risarcimento delle vittime vada a carico dei cittadini basta che chi rappresenta attualmente gli interessi dello Stato si presti a tale ulteriore scempio.

Il TAR chiude gli impianti a caldo dell’ex IVA ma il Consiglio di Stato li tiene aperti e il balletto sulla pelle di coloro che non contano continua. Vi sono i fondi europei da utilizzare, occorre valutare se il risanamento degli impianti valga la pena e mettersi subito all’opera: uno dei motivi che hanno determinato la caduta del governo Conte II è stato la destinazione di tali risorse: oggi se l’esecutivo in carica decidesse di impiegare tali capitali favorendo una parte a danno di un’altra porterà l’irreversibile decadenza dell’intero Paese.

Perché il reddito di cittadinanza ha fatto scandalo? Hanno criticato i ragazzi dei 5S perché hanno brindato per aver realizzato un elemento importante del loro programma di governo, coloro che hanno avversato questo aiuto non sanno che cosa significhi vivere nelle ristrettezze e nella povertà, talvolta assoluta, e mandare avanti una famiglia. Questi benpensanti si sono scandalizzati quando la politica ha provveduto ai più deboli, il termometro di tale indegna mentalità traspare dalle dichiarazioni dei rappresentanti di Confindustria: uno spreco di denaro; un vuoto a perdere; “dateli a noi che li facciamo fruttare”. Sono sussidi se sono destinati ai più deboli; sono incentivi alla produzione o sostegno alle politiche economiche quando l’incassano loro: ingoiano il 90% delle intere risorse del Paese ogni anno e finora hanno prodotto disoccupazione e povertà. All’attuale esecutivo il sig. Bonomi presidente di Confindustria ha già mandato la lista della spesa: sblocco dei licenziamenti, riduzione degli orari di lavoro per le maestranze fisse con conseguente riduzione di salario, per assumere precariamente i giovani a costi zero tra sgravi fiscali e altri espedienti: il Decreto Dignità è un altro scandaloso provvedimento che offende profondamente i sacri principi del capitalismo famelico. Qui di Rinascimento non c’è nulla ma il peggio del peggio del Medio Evo!

Un elemento che accomuna i principali attori che animano la scena politica italiana ed estera sono tutti di estrazione cattolica infatti la maggioranza ha frequentato le scuole private cattoliche, i più quotati sono gli elementi usciti dagli istituti dei gesuiti come l’attuale premier in carica.

Tanta abbondanza di cattolicesimo sta portando abbondanza di povertà che non riguarda di certo il clero nazionale “immensamente ricco e immensamente povero” e che per questo supera di gran lunga i “sepolcri imbiancati” del Vangelo. La Caritas sta in prima linea nella lotta contro la povertà usando naturalmente le tasche degli altri infatti i pacchi viveri che vengono distribuiti da questi benefattori sono frutto dalle donazioni quotidiane della gente comune che per solidarietà riempiono i cestini dedicati nei supermercati o dei produttori che offrono gratuitamente parte di ciò che producono: quei pacchi sono il frutto della solidarietà della gente perché dalle tasche dei preti non esce nulla. Il Vaticano investe le oblazioni dei fedeli in immobili di grande pregio, vedi il palazzo al centro di Londra che è stato pagato 650 milioni di euro; le mense aperte per gli “ultimi” preparano pasti caldi con ingredienti acquistati nei discount al prezzo più basso. Attenzione però che il buon affare consiste nel serbatoio di voti che si viene formando per gratitudine e che permette di far eleggere dei “buoni cattolici” al parlamento che gridano allo scandalo quando il governo 5S emana il reddito di cittadinanza.

Chi sono per il clero i veri cattolici da coltivare e favorire? Sono tutti i benestanti che mandano i loro figli nelle costose scuole cattoliche, tale rapporto permette ad entrambe le parti di chiedere e offrire favori, nella vita civile costituiscono il “braccio secolare” della Chiesa; gli ultimi sono esclusi dal grande giro delle cariche, delle professioni, dei lavori pregiati, della politica: tutti gli attuali leaders della partitocrazia hanno radici nella democrazia cristiana, molti sono passati alla sinistra mantenendo comunque un profilo prettamente cattolico e soprattutto dei buoni contatti. L’attuale premier, da eccellente ex allievo di una scuola privata retta dai Gesuiti, prima dell’investitura ufficiale dal Parlamento si è incontrato con i maggiori esponenti del Vaticano.

Mi ha colpito la frase pronunciata da una inglese contro la violenza della polizia sulle donne: “Ci hanno insegnato a temere le streghe ma non gli uomini che le bruciavano”: come donna ringrazio Dio che sono nata cattolica, ma muoio cristiana!

Autore Lucia Pomponi
Categoria Politica
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